Pendolari Orte-Roma: "Trenitalia deve pagare per i disservizi". Lanciata una petizione, obiettivo mille firme
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Ritardi, treni cancellati, sistema in tilt non sono più un evento occasionale ma sistematico. Per chi viaggia sulla tratta Orte-Roma le giornate sono complicate. Il Comitato Pendolari Orte lancia una petizione, che raccoglie in pochi giorni più circa 800 firme.

Ritardi, treni cancellati, sistema in tilt non sono più un evento occasionale ma sistematico. Per chi viaggia sulla tratta Orte-Roma le giornate sono complicate. Il Comitato Pendolari Orte lancia una petizione, che raccoglie in pochi giorni più circa 800 firme.

Per darle forza basta cercarla sulla nota piattaforma change.org. L’obiettivo è raccogliere mille firme, stamparle e mettere il tutto nelle mani di Nicola Zingaretti. Al secolo presidente, per la seconda volta, della Regione Lazio. I pendolari sono stanchi dei continui disservizi e chiedono alla politica una battaglia di civiltà, per il rispetto del contratto di servizio siglato tra Regione Lazio e Trenitalia.

Contratto di servizio che prevede penali in caso di non rispetto di determinate caratteristiche del servizio offerto. E nel caso della tratta di trasporto Orte-Roma i problemi sono tanti e costanti. La petizione è indirizzata a Zingaretti e al suo assessore alla Mobilità Mauro Alessandri. 

“Cosa fa la Regione Lazio per impedire che i pendolari vengano trattati da Trenitalia come clienti di serie B, e per tutelarli di fronte ai quotidiani disagi?” – si domandano dal Comitato Pendolari Orte -.

Il Comitato Pendolari chiede alla Regione Lazio di applicare le penali per ritardi e soppressione
treni e chiede che l’applicazione di queste penali si trasformi in un risarcimento contestuale non solo per i titolari di biglietto ma soprattutto per i pendolari. Questo perché costretti a subire in modo continuativo i disagi legati alla mancata applicazione del contratto di servizio.

La richiesta è anche per un risarcimento immediato e non sottoposto a lungaggini burocratiche.
“Tutto questo – specificano – non ci restituirà un trasporto pubblico efficiente,
funzionante, degno di un Paese moderno. Ma contribuirà a restituirci la dignità di cittadini”.

 

Parola a Zingaretti, il traguardo di mille firme è vicino. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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