Pendolari di Orte: "Da lunedì torneremo a viaggiare come le bestie. In Regione non ci ascoltano"
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ORTE - Il Comitato Pendolari Orte e il Comitato Pendolari Teverina delusi per le condizioni in cui sembrano destinati a viaggiare già da lunedì 8 settembre, rimaste inascoltate le loro richieste alla Regione.

ORTE – Il Comitato Pendolari Orte e il Comitato Pendolari Teverina delusi per le condizioni in cui sembrano destinati a viaggiare già da lunedì 8 settembre, rimaste inascoltate le loro richieste alla Regione.

“Nella prima settimana di settembre, al rientro dalle ferie per la maggior parte dei pendolari, abbiamo sperimentata la possibilità di poter usufruire al rientro da Roma del RV 4514 per Terni delle 17,12.

Pur dovendo subire una variazione della stazione di partenza dei RV della sera diretti a Orte (da Termini a Tiburtina), c’è stato concesso di viaggiare dignitosamente. Infatti, permanendo l’instradamento del RV 34540 per Viterbo in linea lenta, quanti di noi, di rientro a casa dopo una giornata di lavoro, hanno potuto beneficiare del RV 4514 senza doversi ammassare sul RV 4106 per Firenze.

Già sappiamo che da lunedì 8 settembre, essendo scomparso dalla programmazione il RV 4514 o meglio tornato ad essere con stazione terminale Foligno, con transito a passo d’uomo nella stazione di Orte senza effettuare la fermata, torneremo a viaggiare come bestie sul RV 4106.

La nostra richiesta sia alla Regione Umbria sia alla Regione Lazio, con preghiera di acconsentire a forme di sinergia finanziaria verso quest’ultima, evidentemente non è stata accolta. Siamo veramente contrariati che la nostra richiesta sia rimasta senza seguito.

Alla Regione Lazio e Umbria torniamo a chiedere di ripristinare la fermata ad Orte del RV 4514 per Foligno. Abbiamo diritto di viaggiare dignitosamente, siamo stufi di essere trattati come bestie da far viaggiare, dopo una giornata di lavoro, in condizioni vergognose: in piedi, stipati, al caldo d’estate e al freddo d’inverno”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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