Pelliccia: "presto uno spettacolo con me, Filippo Rossi, Massimo Onofri e Antonello Ricci: Il Silenzio"
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“Servirebbe – ha detto Pelliccia - l’ottimizzazione delle risorse, ci sono tante iniziative che hanno tanti soldi e magari potrebbero rinunciare a una parte. Bisogna aiutare chi lavora sulla città".

“Un dibattito sulla cultura Onofri-Rossi? Una noia mortale. Annuncio piuttosto uno spettacolo a quattro con me, Filippo Rossi, Massimo Onofri e Antonello Ricci: Il silenzio di Harold Pinter”. Paolo Pelliccia torna a parlare di cultura e della Biblioteca che coordina e che vola sempre in alto. Da posto grigio e polveroso si è trasformata negli anni in un punto di riferimento fondamentale per la cultura a Viterbo. Che ospiti, coordini o organizzi direttamente, il successo in quegli spazi di Viale Trento è sempre garantito. La settimana scorsa il commissario della Biblioteca Paolo Pelliccia è stato ospite di Funamboli per fare il punto della situazione spaziando dagli eventi ai temi di attualità culturale cittadina.

“Servirebbe – ha detto Pelliccia – l’ottimizzazione delle risorse, ci sono tante iniziative che hanno tanti soldi e magari potrebbero rinunciare a una parte per dare possibilità agli altri di vivere perché bisogna aiutare chi lavora veramente sulla città”. Il riferimento è ai grandi Festival, che drenano importanti risorse cittadine. E a proposito di grandi Festival, Pelliccia interviene anche nel dibattito che ha provato a far partire il direttor artistico del Premio Cardarelli Massimo Onofri, ospite della stessa trasmissione radiofonica una settimana prima, che aveva criticato fortemente il Festival Caffeina per la sua evoluzione invitando poi il fondatore Filippo Rossi ad un dibattito pubblico sui temi della cultura. “nato da un’idea geniale – aveva detto Onofri – nel corso degli anni sono aumentati birra e immondizia”.

Una idea, quella del dibattito, che non piace per nulla al Commissario Pelliccia (“sarebbe di una noia mortale”) che poi ha rilanciato sarcasticamente invitando il pubblico ad un nuovo evento che vedrà protagonisti, oltre a Pelliccia stesso, anche Filippo Rossi, Massimo Onofri e Antonello Ricci: “abbiamo in mente di fare uno spettacolo io, Rossi, Onofri e Ricci: si tratta di un testo di Harold Pinter, Il silenzio”.

 

Paolo Pelliccia ospite degli studi di Radio Verde

 

Onofri e Rossi sono bravi enrambi – ha poi aggiunto Pelliccia – ma dovrebbero essere più generosi. Bisogna saper andare anche verso gli altri e non solo propagandare se stessi. Io non faccio propaganda a me stesso perché mi faccio schifo da solo, mentre questi stanno sempre a dire quanto sono bravi. Dobbiamo aiutarci l’un l’altro. Se uno è contento che l’altro fallisce non va bene perché questo è il momento di affrontare i problemi insieme, nelle diversità. Se si fallisce, si va fuori mercato tutti”.

Poi un altro spunto della politica culturale: “Noi non cerchiamo l’audience. Facciamo formazione, siamo una biblioteca, il compito che abbiamo è questo anche se avessimo 3 persone davanti”. Nonostante ciò gli eventi vedono sempre le sale stracolme. Spesso le iniziative sono a costo zero e si basano sulla collaborazione e la capacità di fare rete. Dai laboratori di Volare tra le pagine a Il Salotto delle Sei, dai corsi di calligrafia (a partire da gennaio a cura di Daniele Capo) agli spettacoli su Dante sono molte le iniziative che danno vita a quei locali di viale Trento.

Un Viale Trento, tra l’altro, da poco ristrutturato, ma solo da un lato: quelle opposto alla Biblioteca. “Vorrei sapere pubblicamente dagli amministratori il perché di quella scelta. Ma prima che mi rispondono voglio che sappiano che la risposta già la so”.

 

Un incontro in Biblioteca

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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