Pelliccia misura la coperta: i miei 100mila euro son finiti ai Festival viterbesi
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Pelliccia ha sottolineato il taglio ricevuto dalla struttura che conduce, e che ha rimodernizzato facendone un fiore all’occhiello della città.

“I miei 100mila euro sono finiti ai Festival viterbesi”. Paolo Pelliccia non ha detto proprio così, ma il senso è questo. L’attacco del commissario della Biblioteca Consorziale di Viterbo coinvolge anche il binomio Caffeina e Viva Viterbo.

Pelliccia ha sottolineato il taglio ricevuto dalla struttura che conduce, e che ha rimodernizzato facendone un fiore all’occhiello della città, che ammonta a 100mila euro da parte del Comune di Viterbo. Un comune che continua a dimostrare la propria (debole) idea di cultura sporadica fatta di eventi una tantum. Il commento è per il recente finanziamento di 5 iniziative culturali cittadine per un totale di 95mila euro. E il conto è presto fatto: i 100mila euro tagliati alla Biblioteca sono finiti ai Festival. Meta dei quali a Caffeina, i restanti tra Quartieri dell’Arte, Tuscia Film Fest, Medioera e San Pellegrino in Fiore. “Insomma accettare un taglio per un investimento sulla sanità, ma così la cultura finanzia la cultura”.

L’attacco a Caffeina però ha una chiave di lettura politica più che economica. “Diventare partito politico e difendere i propri recinti non mi sta bene. Chi lo fa sbaglia”. Il riferimento è Viva Viterbo, da molti considerata la costola politica di Caffeina, che da dentro le istituzioni può fare lobby con un interesse in conflitto. Insomma “manca la trasparenza”.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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