

VITERBO – Non sappiamo dove sia il Rubicone, al momento ci risulta che il dado non “sia ancora stato lanciato”. Sullo scenario delle comunali 2027 nel capoluogo entra un nuovo elemento: la possibilità che a scendere in campo sia anche il Commissarione Paolo Pelliccia. L’uomo – biblioteca. Nel senso che la biblioteca a Viterbo ha iniziato a esistere con lui (ci perdonino gli offesi ma crediamo siano in molti a ritenerla la verità) ma anche in quello che dentro quel cervello c’è un catalogo probabilmente infinito caricato e pronto a essere tirato giù all’occorrenza.
Pelliccia avrebbe in caldo una lista civica. Il piano d’azione basilare suona così: curare gli interessi della città, quelli degli ultimi e rinunciare al compenso. Tre enunciati che da soli valgono già qualche punto percentuale di consenso. L’annuncio è ufficiale perché arriva da un’ampia intervista rilasciata al Messaggero e pubblicata domenica mattina.
Pelliccia dichiara di avere “il sogno di fare qualcosa per la città, perché conosco i suoi problemi e sono pronto a battermi per essa”. Dichiara, sempre al Messaggero, di sognare di fare il consigliere di opposizione. Il che lascia immaginare una candidatura di Pellicca a sindaco di Viterbo.
Una figura pesante quella di Pelliccia, che ha saputo farsi demiurgo di un mondo alla guida del Consorzio. Un modo molto bene abitato. Sia in numero e sia in qualità. Un pezzo di città profondamente attaccato, anche umanamente, alla sua figura. La discesa in campo potrebbe essere, se troverà concretizzazione, il vero colpo di scena di questa tornata elettorale. Oltre a una certa trasversalità infatti Pelliccia ha dalla sua una grossa intelligenza tattica e una visione strategica, qualità poco diffuse tra la classe politica locale. Possiede inoltre una fitta rete di rapporti e una profonda conoscenza della storia della città, che anche diventando un semplice consigliere d’opposizione si trasformerebbe in una vera spina nel fianco dei governanti di turno.

















