Pellegrini in cammino sulla Francigena, a Viterbo per rendere omaggio alla ferula papale
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VITERBO - Il gruppo di 52 persone provenienti da Padova è stato accolto a Palazzo dei Priori dalla consigliera delegata Croci. La consigliera Croci ha poi accompagnato i pellegrini all'Ufficio Turistico comunale in piazza Martiri d'Ungheria per il timbro sulla loro credenziale.

VITERBO – 52 pellegrini in cammino sulla Via Francigena a Viterbo per rendere omaggio alla ferula papale. Il numeroso gruppo, proveniente da Padova, è arrivato lo scorso lunedì mattina nella città dei papi. Ad accogliere i pellegrini a Palazzo dei Priori è stata la consigliera comunale delegata alla promozione della Via Francigena e Giubileo Alessandra Croci che ha mostrato loro la ferula e illustrato la storia dell’importante simbolo giubilare, realizzato con il legno dei castagni dei monti cimini e i chiodi dei barconi di Lampedusa.

La consigliera Croci ha poi accompagnato i pellegrini all’Ufficio Turistico comunale in piazza Martiri d’Ungheria per il timbro sulla loro credenziale. Tre i timbri per la precisione, tra cui quello speciale dedicato all’anno giubilare. “È sempre bello accogliere pellegrini in cammino – spiega la consigliera delegata Croci -, ma mi fa ulteriormente piacere accogliere pellegrini giunti nella nostra città appositamente per vedere e rendere omaggio alla ferula papale, come in questo caso. Se ne parla e si sta facendo conoscere anche al di fuori dei nostri confini regionali il cammino silenzioso della ferula papale. Un simbolo che attraverso le benedizioni impartite dai sacerdoti dei luoghi attraversati si sta caricando sempre di più del dolore e delle speranze delle tante persone che partecipano ai cammini e delle altre che ci accolgono nei vari territori lungo il percorso.

Il gruppo, guidato da Don Luigi Turato, dell’unità pastorale di Vigonza (PD) comprendente quattro parrocchie, e da Paolo Peron, sta proseguendo il suo cammino alla volta di Roma.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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