Pediatria, una stanza per le mamme dei bambini ricoverati in terapia intensiva neonatale
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VITERBO - L’allestimento della stanza è stato reso possibile grazie alla partecipazione attiva dell’associazione Aiutiamo i bambini di Belcolle, da anni vicina al reparto neonatale viterbese e, in generale, all’unità operativa di Pediatria, diretta da Giorgio Bracaglia.

VITERBO – Da alcuni giorni, presso la Terapia intensiva neonatale di Belcolle, è entrata in funzione una nuova stanza esclusivamente dedicata alle mamme dei piccoli ricoverati, in modo da offrire loro un luogo riservato e protetto, dove potersi trattenere per continuare ad allattare al seno i loro figli.

L’allestimento della stanza è stato reso possibile grazie alla partecipazione attiva dell’associazione Aiutiamo i bambini di Belcolle, da anni vicina al reparto neonatale viterbese e, in generale, all’unità operativa di Pediatria, diretta da Giorgio Bracaglia.

“In tempi di pandemia – spiega Bracaglia – le giuste regole sul distanziamento, nonché la necessità di avere posti letto a disposizione e aree grigie in attesa delle risposte dei tamponi, avevano reso indispensabile l’individuazione di una stanza da destinare, in caso di necessità, alle neo-mamme con i piccoli ricoverati in Terapia intensiva neonatale. La Asl di Viterbo non ha però inteso sottrarsi a questo impegno, accogliendo favorevolmente la proverbiale disponibilità dell’Associazione Aiutiamo i bambini di Belcolle a farsi carico del rinnovo del look di un locale precedentemente utilizzato per altre finalità. Il risultato è stato quello di trasformare una necessità in una opportunità, facendo sì che non ci fosse alcun rischio di contagio per le mamme e per i pazienti in età pediatrica, senza però incidere ulteriormente sui pesanti disagi che questa pandemia ha causato alle famiglie intere. Un grazie particolare da parte del team di Pediatria e Neonatologia a questa associazione che non lesina il suo sostegno in ogni occasione le venga solamente prospettato un bisogno”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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