
I numeri raccontano un Pd viterbese in crescita, se si considera come riferimento il numero degli iscritti. Peccato che la lievitazione del popolo dem locale non si naturale ma figlia del doping della guerra tra le diverse anime del partito, diventata particolarmente accanita negli ultimi mesi.
Il risultato finale è però storico, soprattutto sul circolo di Viterbo. Parliamo di 1.136 tesserati, tre volte gli iscritti del 2014 (360) e quasi il doppio del 2013 (650), anno dell’ultimo congresso tra l’altro. Più stabili i circoli provinciali. Qui, per la campagna chiusa il 31 gennaio, la situazione che si registra conta 130 iscritti a San Martino, 80 a Grotte Santo Stefano e 60 a Bagnaia. La somma totale di tutti i circoli è quindi 1.406. Il valore monetario di tutto questo, considerando i 30 euro di costo della tessera, è pari 42.180 euro.
Ma i dati più rilevanti sono quelli strettamente politici, legati all’appartenenza di area delle tessere. Nei circoli di Bagnaia e Grotte Santo Stefano la partita è in mano ai “fioroniani”, a San Martino la situazione si ribalta a favore dell’area Serra. Ma è su Viterbo città il dato interessante. I freddi numeri dicono: 553 tessere per i “fioroniani”; “panunziani” a 437, l’area Serra 62, il gruppo Egidi-Sposetti 51 e Piazza Democratica 33.
Considerando l’assetto attuale del partito, che vede da una parte i “fioroniani” e dall’altra tutte le altre anime è evidente una situazione di sostanziale pareggio. Ballano infatti una ventina di tessere tra l’uno e l’altro schieramento, a vantaggio del secondo blocco. Questi dati sono da tenere a mente in prospettiva dei nuovi congressi che si svolgeranno in autunno e per i quali, quasi certamente, varranno queste tessere.
Si registra un sostanziale pareggio tanto nel circolo di Viterbo quando nella dimensione dell’Unione Comunale.


















