Pd: "Superiamo la mozione di sfiducia e lavoriamo"
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"Se Michelini è "un morto che cammina" - Cit. - per i suoi oppositori è già suonato il de profundis", così il Partito Democratico in replica alle dichiarazioni delle minoranze di questi giorni.

Il Partito Democratico fa il punto della situazione sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni.

Si affida a una nota stampa, inviata dal consigliere e uomo di punta dell’Unione Comunale Christian Scorsi, dove si risponde per le rime a quanto dichiarato in queste ultime ore sul sindaco Michelini e sull’amministrazione dai consiglieri di minoranza.

“Assistiamo da giorni sulla stampa – così nella nota – a una patetica caccia alle streghe per rintracciare chi – oltre ai 13 firmatari – sottoscriva la mozione di sfiducia al Sindaco Michelini.

Il gruppo consiliare Pd e la relativa Unione comunale sostengono con fermezza che la mozione di sfiducia al sindaco proposta dalle minoranze non è argomento su cui discutere e propongono anzi che la stessa mozione venga portata in consiglio il prima possibile in modo tale da derubricare la questione e smorzare la scomposta eco mediatica che si è creata attorno al tema.

Se Michelini è “un morto che cammina” – Cit. – per i suoi oppositori è già suonato il de profundis. Il Partito Democratico ha la necessità di riportare la discussione sul campo della politica, ripartendo da quanto – a due anni e mezzo dal nostro insediamento – siamo stati in grado di mettere in campo, esercitando una forte autocritica, che a volte ci porta a essere critici anche nei confronti di questa amministrazione. In tal senso riteniamo utile una maggiore e più ampia collaborazione e dialogo con le altre forze politiche della coalizione con le quali anche il Pd ha vinto la sfida per il governo di Palazzo dei Priori.

Insieme si può fare di più e di meglio, con trasparenza. Stiamo cercando di cambiare volto a una città assopita da venti anni di malgoverno e questo comprensibilmente non va giù a chi ne è stato artefice e protagonista. Abbiamo a cuore i viterbesi e le loro esigenze e sogniamo una città diversa da quella che voi ci avete consegnato. Siamo appena a metà del mandato, alla luce dello stato in cui abbiamo ereditato la città, ci sentiamo di dire che i conti si potranno fare soltanto al termine dei cinque anni.

In una città il cui volto sta finalmente cambiando – e che grazie alle iniziative messe in campo in occasione dell’Expo con in testa il progetto Experience Etruria, sta anche beneficiando di un nuovo slancio – il Partito Democratico vuole ripartire dai temi concreti, a partire ad esempio dal rilancio del centro storico e alla relativa pedonalizzazione, fino al tema del termalismo che da “problema” sta diventando “risorsa” per la città, non tralasciando certo l’impegno per gli ex Comuni di Bagnaia, Grotte S. Stefano e San Martino, da sempre al centro dell’azione politica e oggetto della nostra attenzione.

Il Partito Democratico coglie l’occasione per lanciare una mobilitazione cittadina e per calendarizzare incontri ed assemblee sui temi su cui intende dar battaglia per rispondere alle accuse pretestuose che gli vengono mosse con la chiarezza dell’impegno politico e della trasparenza e per operare insieme ad iscritti, simpatizzanti e cittadini quel cambiamento tanto atteso di cui la nostra città deve essere protagonista”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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