Pd, "partorito" il capogruppo. Quintarelli la spunta su Fabbrini ma la crisi rimane
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Ora questo Pd dovrà trovare una quadra sul futuro dell'amministrazione Michelini, anche se il clima resta arroventato e l'impresa appare possibile solo ingoiando grossi rospi.

Mario Quintarelli è il nuovo capogruppo del Partito Democratico. La scelta, passata per la conta, è arrivata al termine di più di due ore di confronto serrato e piuttosto acceso tra quelle che nella sostanza restano le due anime del Partito Democratico viterbese a Palazzo dei Priori.

Nel quartier generale di via Polidori le tensioni sono state forti. Appuntamento alle 18, si inizia poco dopo, e termine dopo le 21. “Le divergenze rimangono”, è il commento dei protagonisti. I numeri dicono che il gruppo è composto da 5 fioroniani e 7 serrapanunziani, confermando il passato. “Etnie” politiche che trovano difficoltà di sintesi. Due idee della politica, due concezioni di amministrazione del comune, persino stili e punti di riferimento differenti. In poche parole: due mondi e due visioni del mondo. Ergo Quintarelli vince, perché sostenuto da sette consiglieri, e lo sfidante Aldo Fabbrini abbassa le mani, incassando i restanti cinque appoggi.  Rimane vicecapogruppo.

Presente all’appuntamento anche Arduino Troili, che dopo aver bruciato la sedia da consigliere (simbolicamente) sul Focarone di Bagnaia non si è più presentato nella sala d’Ercole e difficilmente tornerà a farlo. Presente per annunciare la candidatura di Quintarelli e votarlo. Intorno alle 20, mentre imperversa la discussione, Serra se ne va.

Ora questo Pd dovrà trovare una quadra sul futuro dell’amministrazione Michelini, anche se il clima resta arroventato e l’impresa appare possibile solo ingoiando grossi rospi. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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