Pd, il segretario Melilli "il paciere" invita alla concordia i vertici viterbesi del partito
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Il segretario regionale del Partito Democratico Fabio Melilli si ritaglia il ruolo di Salomone all'incontro con i vertici del Pd viterbese, che in queste settimane se le sono date di santa ragione.

La guerra del Partito Democratico viterbese incassa uno stop dal segretario regionale del partito Fabio Melilli. Oggi l’incontro, nella sede romana dei dem, con i vertici viterbesi. Il tabellino delle presenze registra il segretario provinciale Andrea Egidi, il coordinatore dell’Unione Comunale Stefano Calcagnini e il capogruppo democratico a Palazzo dei Priori Francesco Serra.

Un incontro a quattro dove sono stati esposti e analizzati i fatti delle ultime settimana e riassumibili alla voce “guerre stellari”. A essere contesa la leadership politica o meglio chi deve dettare la linea politica al Comune di Viterbo. Sono stati analizzati i movimenti all’interno dell’Unione Comunali e le censure da parte di quest’organo verso il capogruppo nella sala d’Ercole Francesco Serra.

Alla fine Melilli ha optato per un atteggiamento salomonico, invitando tutti i convitati alla ragionevolezza e a un lavoro di squadra all’insegna della concordia.

In serata lo stesso segretario regionale ha inviato alla stampa locale una nota di sintesi dell’incontro su questa linea.

“Sono state approfondite – scrive Melilli – le questioni più urgenti dello sviluppo della città di Viterbo e l’impegno unitario del Pd Lazio, della federazione provinciale Pd, dell’unione comunale Pd e del gruppo consiliare di Viterbo di ricondurre la discussione politica e programmatica nei luoghi naturali del confronto tenendo conto di un corretto equilibrio tra i gruppi dirigenti ed il gruppo consiliare del palazzo dei Priori”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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