Pd Lazio: “Sui rifiuti Rocca colpisce Viterbo e riporta indietro l’intera Regione”
Foto Enrico Panunzi
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ROMA – Il Partito Democratico all'opposizione in Regione Lazio attacca Rocca e la sua maggioranza sulla gestione dei rifiuti a livello regionale.

ROMA – Il Partito Democratico all’opposizione in Regione Lazio attacca Rocca e la sua maggioranza sulla gestione dei rifiuti a livello regionale. In una dura nota a firma del consigliere regionale e segretario Pd Lazio Daniele Leodori, capogruppo Pd al Consiglio regionale Mario Ciarla e vice presidente del Consiglio regionale Pd, Enrico Panunzi arriva una dura bordata verso il nuovo governo regionale.

“Con la Determinazione Regionale del 09/04/2024, l’Amministrazione Rocca
approva il “Progetto per la realizzazione dell’invaso VT4” della discarica di Monterazzano a Viterbo delle dimensioni di circa 550.000 mc per ottenere una capacità utile netta di circa 646.800 tonnellate di rifiuti. In questo modo Viterbo diventa sede di una discarica regionale in modo permanente – si legge così nella nota inviata alla stampa -.

Questa scelta cancella il principio fondamentale dell’autosufficienza territoriale su cui era stato predisposto il Piano Regionale dei Rifiuti dall’Amministrazione Zingaretti, il quale prevedeva che i 5 ambiti territoriali ottimali (ATO) per la gestione dei rifiuti urbani, coincidenti con i territori della Città metropolitana di Roma Capitale e delle Province, si assumessero la responsabilità di chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio.

Peraltro lo stesso Piano, nel fissare l’obiettivo dell’autosufficienza, prevedeva tempi e modalità per aiutare territori con meno impiantistica o con maggiori problemi da risolvere ma a patto che ogni sforzo fosse finalizzato alla chiusura del ciclo nel rispettivo territorio. E proprio in questa direzione furono approvati due emendamenti a prima firma del consigliere Enrico Panunzi che precisavano tutti i termini con cui gestire le fasi transitorie.

A Viterbo, in 5 anni, l’Amministrazione Zingaretti ha utilizzato circa 530.000 mc del sito con ordinanze emergenziali ineludibili che avevano tutte carattere temporaneo e provvisorio, mentre ciò che è stato approvato nelle scorse settimane è, appunto, la realizzazione di un nuovo invaso permanente che accoglierà i rifiuti provenienti dall’intero territorio regionale. Cioè salta un equilibrio regionale e viene meno il principio che ogni territorio ha la responsabilità di raggiungere i propri obiettivi.

Le dichiarazioni di queste ore dell’assessore regionale Fabrizio Ghera e degli esponenti di Fratelli d’Italia non rassicurano affatto né il territorio viterbese né il resto del Lazio, perché non offrono nessuna parola vera di chiarimento e sono reticenti rispetto ad una reale strategia per raggiungere l’autosufficienza dei territori.

La realtà è che in Regione sono bloccati tutti i provvedimenti autorizzativi per la realizzazione delle discariche nelle altre province e l’unica autorizzazione riguarda Viterbo che, in questo quadro e con i flussi di rifiuti previsti, andrà ad esaurimento nel giro di 4 o 5 anni. E poi che si fa?

Siamo tornati di fronte al peggiore dei rischi: scaricare i costi dell’assenza di governo sui territori delle province, in particolare quella di Viterbo che in tutti questi anni ha raggiunto risultati eccellenti sulla raccolta differenziata grazie al lavoro dei comuni e alla collaborazione dei cittadini. È un pessimo segnale che il Partito Democratico contrasterà in tutte le sedi”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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