Pd, la centrale partita della costituzione dei Comitati per il Sì. Egidi: "Uno per ogni comune"
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Comitati per il Sì e Comitati per il No al referendum di ottobre, presto la costituzione anche nella Tuscia. L'argomento è scarsamente battuto al momento, almeno sotto ai riflettori, ma sono in corso una serie di movimenti.

Comitati per il Sì e Comitati per il No al referendum di ottobre, presto la costituzione anche nella Tuscia. L’argomento è scarsamente battuto al momento, almeno sotto ai riflettori, ma sono in corso una serie di movimenti.

Si tratta di un passaggio potenzialmente centrale, un vero e proprio snodo politico. Perlomeno ne parla in questi termini il Corriere della Sera, che ritiene che dai Comitati per il Sì il segretario nazionale del Pd Matteo Renzi selezionerà la nuova classe dirigente del partito. Al momento a lavorarci è il segretario provinciale del Partito Democratico Andrea Egidi, che punta alla costituzione di un coordinamento provinciale. Coordinamento che dovrà occuparsi di promuovere la nascita di almeno un Comitato per il Sì in ognuno dei sessanta comuni del Viterbese.

“Il partito darà tutta l’assistenza necessaria, ma l’obiettivo – precisa Egidi – è che i Comitati siano costituiti al 90% di imprenditori e liberi professionisti”.

“L’operazione – continua Egidi – entrerà nel vivo subito dopo l’evento del 17 maggio per il lancio dei candidati a sindaco di area in corsa nei ventuno comuni al rinnovo. Cominceremo da dove non si vota, per poi continuare con gli altri”.

In altre parti d’Italia i Comitati si stanno formando e inglobano anche figure di altri partiti oltre al Pd. Nello specifico si tratta di alleati di governo: Ala, Scelta Civica, Ncd. E all’interno del Partito Democratico non tutti sono allineati sul Sì e c’è già chi ragiona sulla costituzione di Comitati per il No. Tutte scelte molto significative.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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