
Francesco Serra scrive una lettera ai consiglieri comunali del Partito Democratico dove pone la questione delle proprie dimissioni dalla carica di capogruppo. La maggioranza intorno a Michelini è sempre più logora e il numero uno del principale partito della coalizione è stanco di come stanno andando le cose.
Alla base di tutto la sfiducia e lo scoramento per come stanno andando le cose, la delusione per la mancata capacità di questa amministrazione d’incidere veramente sulla città. Il malcontento e le spaccature tra i democrat sono un male ormai conclamato. Sono di fatto divisi in due gruppi: “i fioroniani” e “i serra-panunziani”.
Un fatto che va avanti da troppo tempo e che di fatto ormai ha incancrenito la situazione. Da indiscrezioni il capogruppo avrebbe richiesto un incontro con i consiglieri per il pomeriggio di mercoledì. Nelle ultime ore è invece intervenuto sulla stampa il segretario dell’Unione Comunale Pd Stefano Calcagnini fissando un incontro col gruppo comunale e l’Unione e i segretari dei circoli per questo pomeriggio. Un gesto che sarebbe stato poco gradito dallo stesso Serra, sentitosi in qualche modo scavalcato nelle sue funzioni.
Tutto ciò, che rientra a pieno nel braccio di ferro tra “fioroniani” e “serra-panunziani”, avrebbe rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso. Al punto che Serra ha deciso di prendere la tastiera del computer e scrivere ai colleghi del gruppo per porre la questione delle proprie dimissioni.
Esisteva una road map che il Partito aveva prodotto e messo sotto al naso di Michelini. Una serie di punti fissi su cui l’amministrazione, guidata dal sindaco, avrebbe dovuto lavorare in questi mesi. Ma della carta non si è più saputo nulla ed è in sostanza rimasta carta straccia. La tensione è altissima e la voglia di andare avanti pochissima. Così come poca è la fiducia che questa amministrazione riuscirà a fare qualcosa da qui a fine mandato.
L’unica cosa che sembra destinata comunque a tenere su tutto è che nessuno vuole prendersi la responsabilità politica di far cadere l’amministrazione Michelini. Con la consapevolezza che tornare al voto equivarrebbe a sconfitta certa.


















