Paura e delirio per i rifugiati a Pianoscarano: è emergenza razzismo
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"A Pianoscarano complice qualche parolina di troppo messa agli orecchi della gente da alcuni esponenti politici di Fratelli d’Italia, sembra essersi fatto piuttosto pesante”. Ma se oggi il progetto Sprar è a Viterbo è anche merito di Fratelli d'Italia. Parla Fersini.

Più che emergenza immigrati è emergenza razzismo. Non tanto per le paure espresse dai cittadini durante l’ultimo incontro del Comitato San Faustino (del quale ho scritto criticamente qui), ma soprattutto per l’articolo che ha aperto ieri le pagine del Corriere di Viterbo sul «caso Pianoscarano».

“Il clima – si legge nell’articolo (che tenta di calmare i cittadini) – complice qualche parolina di troppo messa agli orecchi della gente da alcuni esponenti politici di Fratelli d’Italia, sembra essersi fatto piuttosto pesante”. Il problema? La presenza nel quartiere di una ventina di stranieri del Mali, ospitati tramite il progetto Sprar (in gergo “rifugiati” in Italia a causa di guerre e pericoli nei loro paesi di origine), che vanno a mangiare e fare qualche attività culturale in un circolo Arci della zona: il Cosmonauta.

Ma non si capisce perché esponenti di Fratelli D’Italia (in attesa di una smentita) possano far trapelare queste paure coscienziosamente. Il progetto Sprar infatti è nato a livello Ministeriale ed è arrivato a Viterbo nel 2004. Governo Berlusconi, amministrazione comunale Gabbianelli, assessore ai servizi sociali Mauro Rotelli, oggi Fratelli d’Italia. Un cortocircuito.

 

Il rischio, come ha detto l’assessore ai servizi sociali Fabrizio Fersini commentando questo fatto e il problema di San Faustino è che “se questo fenomeno (di paura, ndr) viene strumentalizzato politicamente si sfoci davvero nel razzismo”.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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