Patto per Viterbo, monta la protesta verso Zingaretti. Sarà un mercoledì caldo
WCENTER 0VITAGCALZ -
aiac_banner_02
La Fune anticipa i cinque temi che i "protestanti" verso Zingaretti hanno intenzione di sollevare al presidente della Regione Lazio. Tra questi un punto preoccupante: il presunto cattivo funzionamento del depuratore di Viterbo. Che sta succedendo?

Al grido di “Basta discariche” si sono dati appuntamento mercoledì alle 18 a piazza della Morte. Obiettivo? Dirle quattro al governatore Nicola Zingaretti, in città per aprire la festa dell’Unità di piazza del Gesù. La manifestazione di protesta è stata stimolata da Viterbo Civica, ma sembra si stiano unendo altre realtà del territorio. Dovrebbero essere della partita ben quattro associazioni di categoria e alcuni gestori di stabilimenti balneari di Tarquinia.

I motivi? Ecco cosa dicono gli organizzatori della manifestazione: 1) Non ci stiamo a diventare la discarica del Lazio, già accogliamo i rifiuti di Rieti e di Civitavecchia e grazie ai vostri accordi dobbiamo stoccare anche parte dei rifiuti romani. Adesso si prospetta di istallare anche una discarica di rifiuti speciali, noi siamo stanchi perché stiamo pagando un contributo troppo alto, sappiamo che speciali è solo un sinonimo per non dire tossici. Non potete trasformare la Tuscia, il polmone verde del Lazio, in una discarica. È già penalizzata pesantemente da servitù militari (NBC del Lago di Vico e Monteromano).

2) Il depuratori che servono la nostra città non sono funzionanti, quello di Viterbo in particolare con i liquami e le acque reflue che arrivano direttamente sul litorale di Tarquinia, con gravissimi danni per l’economia del territorio, centinaia di famiglie rischiano il posto di lavoro. A chi spetta la sostituzione visto che il comune di Viterbo da solo non è in grado di far fronte a questa spesa?

3) Nei nostri comuni si continua a distribuire e a bere acqua all’arsenico, siamo fuori da ogni parametro europeo, l’unica regione italiana a non essersi adeguata. Che cosa dobbiamo ancora aspettare per avere l’acqua potabile? Dal 31/12/2012 gli acquedotti dei paesi della provincia dovevano essere chiusi come prescrive la legge (quindi possiamo tranquillamente dichiarare inagibili tutte le case del Viterbese).

4) Sui nostri monti, rinomati per la bontà delle nocciole e delle castagne, l’uso incontrollato dei pesticidi da parte di alcuni agricoltori con pochi scrupoli a discapito di chi segue le regole, sta mettendo a dura prova l’ecosistema collinare. Che cosa dobbiamo aspettare per avere delle normative concrete che disciplinino l’uso dei pesticidi?

5) Risanamento delle acque di superficie ed in particolare delle acque che servono per l’approvvigionamento idropotabile si chiede di rivedere la delibera che la riporti alle norme vigenti.

Sono questi i punti che vengono contestati all’azione politico/amministrativa del governatore del Lazio. Come andrà a finire mercoledì? Da questa azione di protesta emerge l’importante sottolineatura della necessità di risolvere il problema arsenico. Problema ereditato certo da Zingaretti, ma a cui lo stesso deve far fronte. Altro tema scottante è quello del depuratore di Viterbo. Perché i manifestanti agitano questo argomento? Veramente il depuratore non è funzionante? Si preannuncia una giornata piuttosto infuocata.

Altro dagli stessi argomenti:Nicola Zingaretti
800 Monastero
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
monastero interno
Fune 300x300
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 01
asvis 2