Patto della Notte, le associazioni di categoria ne chiedono il superamento
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VITERBO - “La sperimentazione estiva e invernale con gli orari di chiusura all’una durante la settimana e alle due il venerdì, il sabato, nei giorni festivi e prefestivi o in caso di eventi speciali, è stata un successo riconosciuto da tutti".

VITERBO – “È giunto il momento di rivedere il Patto per la Notte, come primo passo verso una revisione più globale delle politiche del commercio della città di Viterbo, e in particolare del Piano di urbanistica commerciale”. È quanto chiedono al Comune le associazioni di categoria Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confesercenti e Confimprese, che hanno redatto un documento, inviato qualche giorno fa all’amministrazione comunale, contenente proposte di modifica condivise dell’attuale assetto regolativo.

“Dopo il periodo pandemico, seguito da un lungo confronto nel tavolo di concertazione aperto nel 2023 e tornato a riunirsi anche di recente – spiegano -, riteniamo che oramai il Patto per la Notte, inteso come strumento integrativo del Piano di urbanistica commerciale, sia da considerare superato e non più rispondente alle esigenze manifestate anche di recente in sede di
concertazione.

Siamo, infatti, convinti, che la regolamentazione comunale vigente, insieme all’attuale congiuntura economica, stia contribuendo in maniera decisiva ai processi di spopolamento residenziale, depauperamento commerciale e degrado del centro storico. Dove, è
bene chiarirlo, situazioni di criticità si manifestano purtroppo anche in pieno giorno, senza alcuna connessione con l’attività dei pubblici esercizi, i quali sono invece rispettosi delle regole e
rappresentano presidi di socialità e sicurezza per i cittadini”.

In un’ottica di revisione più generale dei regolamenti comunali, che non possono più esimersi dal recepire le disposizioni normative delle leggi statali in tema di definizione degli orari di apertura dei locali di somministrazione, le richieste di Confcommercio, CNA, Confimprese, Confartigianato e Confesercenti vertono sulla definizione strutturale, senza più distinzioni stagionali, delle disposizioni contenute nelle ordinanze sindacali temporanee 33 del 10 agosto 2023 e 50 del 21 novembre 2023.

“La sperimentazione estiva e invernale con gli orari di chiusura all’una durante la settimana e alle due il venerdì, il sabato, nei giorni festivi e prefestivi o in caso di eventi speciali, è stata un successo riconosciuto da tutti – chiariscono le associazioni -. Non ci sono stati problemi di alcun tipo, né risse né eccessi, pertanto dopo un anno e mezzo di trattative, in vista dell’arrivo dell’estate, chiediamo che sia l’equiparazione dell’orario di chiusura in tutte e quattro le stagioni sia il superamento del meccanismo delle deroghe diventino strutturali”.

“In riferimento al Piano di urbanistica commerciale, infine, auspichiamo anche il superamento dell’attuale suddivisione in zone colorate della città, considerando più funzionale allo sviluppo del territorio l’unificazione degli orari – concludono le associazioni di categoria -. L’eccessiva
differenziazione per zone e colori porta, infatti, solo confusione sia per gli esercenti nella programmazione delle proprie attività, sia per i consumatori e i turisti rispetto ad orari e normative da considerare. La parcellizzazione del centro determina, inoltre, paradossali fenomeni di concorrenza sleale tra gli esercizi che, pur essendo in zone limitrofe e attigue, devono rispettare regolamenti differenti”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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