Patrimonio della Tuscia, prove tecniche di sinergia tra Polo Museale del Lazio e Comune di Viterbo
Ritratto Lante della Rovere 01
800 Monastero
A metà gennaio il sindaco di Viterbo e il direttore del Polo Museale del Lazio Edith Gabrielli si sono incontrati a Palazzo Venezia per ragionare su possibili collaborazioni per valorizzare e mettere a frutto il patrimonio storico-artistico del territorio.

Mettere a sistema il patrimonio e le bellezze storico-artistiche gestite dal Polo Museale del Lazio con quelle di proprietà comunale. Questo l’obiettivo fissato dal direttore del Polo Edith Gabrielli, che la scorsa settimana si è recata a Villa Lante per ricevere dalle mani del procuratore Alberto Pazienti il quadro di Marcello Lante della Rovere, sparito nel 2008 dalla Palazzina Gambara e ritornato.

Agli inizi di gennaio il sindaco Leonardo Michelini si è recato nel quartier generale del Polo, Palazzo Venezia, per incontrare la dottoressa Gabrielli. Un faccia a faccia di circa due ore, dove hanno intavolato discorsi sull’area di Viterbo. E questa prospettiva di collaborazione è stata annunciata dalla stessa durante la mattinata a Villa Lante: “E’ mia intenzione aprire un tavolo di lavoro insieme al Comune di Viterbo. Immagino collaborazioni per esposizioni e altro, ma anche a un biglietto unico per visitare le bellezze del Polo e della città”.

Il Polo Museale del Lazio ha il compito di gestire direttamente 43 istituti a carattere museale, con una cronologia che spazia dall’Antichità, al Medioevo, all’Età Moderna, fino all’Età Contemporanea. La maggior parte dei musei del Polo ha carattere archeologico, storico e storico artistico; un ristretto numero – fra cui il Museo degli Strumenti Musicali o il Museo Luigi Pigorini – ha un taglio demo-etnoantropologico. Complessivamente circa 10 milioni di persone visitano ogni anno istituti che fanno del Polo Museale del Lazio, un dato che lo rende una delle istituzioni più importanti del suo genere. I luoghi più visitati sono il Pantheon, Castel Sant’Angelo, il Monastero di Montecassino, Villa d’Este e Villa Adriana. Nel Viterbese i beni dello stato gestiti sono Villa Lante a Bagnaia, Palazzo Farnese a Caprarola, Palazzo Altieri a Oriolo Romano, Palazzo Giustiniani a Bassano Romano, il Museo Archeologico dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana, il santuario della Madonna de La Quercia, la chiesa di San Pietro a Tuscania e il museo etrusco della Rocca Albornoz a Viterbo.

Un lavoro in sinergia che potrebbe migliorare, mettendola in rete, l’offerta turistica del territorio.

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