Pasticceri viterbesi "bucano" il piccolo schermo, i Lombardelli raccontano i dolci di Santa Rosa su Linea Verde
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"Abbiamo mostrato i segreti del Pane di Santa Rosa e delle nostre ciambelline, riconoscibili proprio per il colore rosa: un prodotto che ci contraddistingue perché le realizziamo solo noi. Davanti alle telecamere abbiamo svelato come nascono, come abbiamo recuperato l’antica ricetta e come l’abbiamo rielaborata”.

VITERBO – La Pasticceria Lombardelli, storica realtà viterbese e associata a Confartigianato Imprese di Viterbo, sarà protagonista della puntata del noto programma Linea Verde dedicata alle tradizioni delle feste in onore di Santa Rosa, patrona di Viterbo, in onda su Rai 1 il prossimo 21 settembre alle ore 12:30.

Le telecamere della popolare trasmissione la scorsa settimana hanno fatto tappa nel laboratorio della famiglia Lombardelli per raccontare la storia, i segreti e la passione che da generazioni accompagnano la creazione dei dolci tipici legati ai festeggiamenti in onore della patrona.

“Siamo molto contenti di aver avuto questa opportunità, la Rai ha scelto la Pasticceria Lombardelli per scoprire come realizziamo i dolci tipici legati ai festeggiamenti di Santa Rosa e ne siamo orgogliosi – spiega Maurizio Lombardelli, titolare della nota attività del capoluogo della Tuscia -.

Abbiamo mostrato i segreti del Pane di Santa Rosa e delle nostre ciambelline, riconoscibili proprio per il colore rosa: un prodotto che ci contraddistingue perché le realizziamo solo noi. Davanti alle telecamere abbiamo svelato come nascono, come abbiamo recuperato l’antica ricetta e come l’abbiamo rielaborata”.

“Siamo orgogliosi che la Pasticceria Lombardelli sia stata scelta dalla Rai per portare alla ribalta nazionale il valore delle tradizioni artigiane del nostro territorio – afferma Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese Viterbo –. Complimenti, dunque, a Maurizio Lombardelli e ai suoi collaboratori: la valorizzazione delle radici culturali e della qualità artigianale è fondamentale per mantenere vivo il legame con la comunità e, allo stesso tempo, per far conoscere al grande pubblico l’eccellenza delle imprese locali. I nostri artigiani sono, infatti, custodi di saperi, tradizioni e identità, ma sono anche ambasciatori del gusto e della creatività
viterbese”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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