“Passo le mie giornate lavorando da casa”
Claudio-Pellegrino
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VITERBO - Come il Coronavirus cambia le vite degli atleti. Ne parla Pellegrino, del comitato italiano paralimpico di Catania, con l'associazione SuperAbile.

VITERBO – “Passo le mie giornata lavorando da casa”. Sesto appuntamento con la rubrica in Viaggio per l’Italia con SuperAbile. Oggi spazio al delegato del Comitato italiano paralimpico (Cip) di Catania, Claudio Pellegrino.
 
“È un brutto momento – puntualizza l’attivissimo Claudio – ma tutti uniti ce la faremo. Anche per me è un grande sacrificio rimanere in casa. Di solito trascorro parecchio tempo fuori casa sia per le mie attività professionali e come delegato Cip Catania che per la pratica sportiva individuale. Ma adesso è il tempo di seguire alla lettera le prescrizioni governative. Come passo il tempo? Trascorro le mie giornate, ovviamente in casa, sostanzialmente lavorando al pc fino alle 17. Poi mi concedo un’ora di sport in terrazza. Quindi mi aggiorno sulle tematiche legate alla disabilità e allo sport paralimpico e infine mi dedico a un’altra mia grande passione: la fotografia”.
 
Claudio Pellegrino parla anche dell’evento insieme all’associazione SuperAbile Viterbo che era inizialmente previsto per il 30 marzo all’istituto Karol Wojtyla di Catania ma che, gioco forza, è stato annullato.
 
“Sono davvero dispiaciuto, era davvero una bella iniziativa – conclude Claudio Pellegrino –. Come delegato Cip Catania – una volta contattato da Alfredo Boldorini – avevo messo a disposizione ogni aiuto. Non appena sarà terminata l’emergenza Covid-19 la organizzeremo di nuovo”. 

Superabile

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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