Passerà alla storia come "il consigliere flash", Filippo Rossi si è dimesso


I posteri lo chiameranno "consigliere flash". Più veloce della luce Filippo Rossi è entrato e uscito dal Consiglio Comunale di Viterbo. Ingresso alle 10 del mattino di un banale martedì 17 luglio. Uscita, dichiarata in aula, intorno alle 15.20.
I posteri lo chiameranno “consigliere flash”. Più veloce della luce Filippo Rossi è entrato e uscito dal Consiglio Comunale di Viterbo. Ingresso alle 10 del mattino di un banale martedì 17 luglio. Uscita, dichiarata in aula, intorno alle 15.20.
Dura così l’esperienza del padre di Viva Viterbo nell’era Arena. Giusto il tempo di farsi vedere, ricevere un paio di foto e salutare. Non certo un fulmini a ciel sereno, visto che il fatto era già stato abbondantemente annunciato. Rossi nel suo intervento di saluto ha invitato i consiglieri, di maggioranza e opposizione, ad avere coraggio.
Gli subentra il secondo più votato di Viva Viterbo Giacomo Barelli.

Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
















