Passeggiata/racconto per festeggiare il quarantennale dell’Università degli studi della Tuscia

VITERBO - Si è svolta ieri al Riello - Una giornata dedicata ai luoghi simbolo dell’ateneo.
VITERBO – Ieri al Riello, per festeggiare il quarantennale dell’Università degli studi della Tuscia, si è svolta con bel consenso di pubblico la seconda passeggiata/racconto dedicata ai luoghi simbolo dell’ateneo della Tuscia.
Un omaggio, quello organizzato dal master per “Narratori di comunità” del Dibaf (Dipartimento per le innovazioni nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali) che in questa occasione ha visto coinvolti nell’organizzazione e nella realizzazione dell’evento alcuni soggetti interni alle diverse strutture universitarie visitate nel corso della passeggiata.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















