Passa anche per Viterbo la sensibilizzazione alle vaccinazioni di Bebe Vio
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Partiti tre giorni fa da Verona, ieri il gruppo ciclistico è arrivato a Viterbo e ripartito per arrivare alla tappa finale: Roma

Sport e vaccinazioni, un connubio iniziato qualche mese fa grazie a una bella campagna di sensibilizzazione di cui si è fatta promotrice l’atleta Beatrice Mara Vio, detta Bebe, schermitrice italiana classe 1997 colpita da meningite fulminante a 11 anni e costretta all’amputazione di gambe e avambracci e che, nonostante tutto, quest’anno ha vinto un oro durante le paralimpiadi.

Grazie a lei è partito anche un tour itinerante per la promozione delle vaccinazioni. Un viaggio in bici per l’Italia, che ieri ha fatto tappa anche nella Città dei Papi. Il gruppo è partito tre giorni fa da Verona in direzione Roma, dove parteciperanno mercoledì prossimo al convegno sul Progetto Esculapio organizzato al ministero della Salute e dove è attesa la stessa Vio.

Il gruppo è arrivato alla Corte delle Terme Relais ieri pomeriggio intorno alle 18,30, dopo aver fatto tappa a Ferrara, Bologna, Firenze e Siena. In ogni città toccata dall’iniziativa ci sono stati eventi organizzati per promuovere la pratica delle vaccinazioni, che salvano la vita, e favorire così la prevenzione di malattie gravi. Mercoledì a Roma il tour si concluderà con la partecipazione della Vio in piazza San Pietro all’udienza papale.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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