Pasqualina, la nonna d'Italia, si è spenta a 92 anni
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VITERBO - "Nonna Pasqualina vi saluta e da lassù vi guarderà e vi proteggerà come era solita fare in tutta la sua lunga vita che ha sempre dedicato al prossimo - scrive così sui social il nipote Alberto Mezzetti, il viterbese che ha vinto il Grande Fratello -.

VITERBO – All’età di 92 anni si è spenta Pasqualina Cianchella, per tutti “la Pasqualina”. Commerciante storica della città dei papi e figura indimenticabile del mercato di San Faustino.

“Nonna Pasqualina vi saluta e da lassù vi guarderà e vi proteggerà come era solita fare in tutta la sua lunga vita che ha sempre dedicato al prossimo – scrive così sui social il nipote Alberto Mezzetti, il viterbese che ha vinto il Grande Fratello -.

“Cari amici, vi auguro una vita ricca e soddisfacente e piena di beneficenza come è stata la mia, perché amare il prossimo è nostro dovere. Un saluto dal paradiso.. e come diceva mio nipote Alberto: 92 anni e 32 denti .. che vuoi di più?!”, scrive ancora il nipote immaginando le parole di addio a tutti della nonna.

Era stata anche protagonista di una puntata del format Endemol, entrando proprio nella casa del Grande Fratello.

Nella sua vita ha dimostrato grande attaccamento al lavoro, che ha continuato a portare avanti con grande professionalità fino all’ultimo. Donna appassionata della vita e di grande schiettezza cullava un sogno: un mercato coperto per San Faustino. Chissà che un giorno non esisterà davvero e magari le potrà essere intitolato. 

Le condoglianze della redazione de La Fune alla famiglia e al nipote Alberto.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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