Pasqua Pasquetta e 25 aprile ingresso gratuito al Museo Civico per vedere il Mantegna londinese
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Un'occasione in più per vedere un'importante opera d'arte, arrivata a Viterbo grazie allo scambio con La Pietà di Sebastiano Del Piombo, per la mostra su Del Piombo e Michelangelo a Londra dal 13 marzo al 25 giugno.

Visita gratuita al Museo Civico e al quadro di Andrea Mantegna, in prestito dalla National Gallery, per Pasqua Pasquetta e 25 aprile.

Un’occasione in più per vedere un’importante opera d’arte, arrivata a Viterbo grazie allo scambio con La Pietà di Sebastiano Del Piombo, per la mostra su Del Piombo e Michelangelo a Londra dal 13 marzo al 25 giugno.

La Madonna col Bambino, tra San Giovanni Battista e Maria Maddalena è un quadro molto significativo. La datazione tarda dell’opera si basa su alcuni elementi compositivi, tecnici e stilistici. La quinta multipla di piante di agrumi ricorda quella analoga della Pala Trivulzio (1497), mentre il capriccioso incresparsi dei panneggi dal taglio metallico riecheggia altre opere della fase tarda dell’artista, come la Madonna della Vittoria (1497) o i monocromi come l’Introduzione del culto di Cibele a Roma (1505-1506).

Maria è seduta su un trono con un alto baldacchino drappeggiato di rosso, col Bambino in piedi sulle ginocchia. Come di consueto i loro sguardi non si incrociano, ma nei loro gesti si trasmette un senso di intima familiarità.
A sinistra si vede san Giovanni Battista, riconoscibile dalla tipica pelliccia da eremita nel deserto, il bastone con la croce e il cartiglio, che reca il tipico [EC]CE AGN[US DEI, EC]CE [QUI TOLLIT PEC]CATA M[UNDI] (“Ecco l’Agnello di Dio, ecco chi toglie i peccati dal mondo”), mentre sul retro, in caratteri minuti, si trova la firma dell’artista (Andreas Mantinia C.P.F…: F sta forse per “fecit”, mentre C e P ricordano forse il suo titolo di Conte Palatino, ottenuto nel 1469). A destra si riconosce la Maddalena, con l’ampolla degli unguenti. L’opera è caratterizzata da colori vivaci e accesi, che si trovano raramente in altri lavori dell’artista.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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