Partito Democratico, i "renziani della prima ora" tornano insieme in minoranza

Avevano sostenuto Andrea Egidi nella corsa per la segreteria provinciale del Partito Democratico, ora i renziani della prima ora sono di nuovo tutti d'un sentimento. Alessio Trani, Alessandra Mecocci, Elena Tolomei e Piergiorgio Medori sono usciti dalla segreteria.
Avevano sostenuto Andrea Egidi nella corsa per la segreteria provinciale del Partito Democratico, ora i renziani della prima ora sono di nuovo tutti d’un sentimento. Alessio Trani, Alessandra Mecocci, Elena Tolomei e Piergiorgio Medori sono usciti dalla segreteria.
Sono tornati là dove sono Massimo Pistilli e Francesco Serra, che dall’altra parte della barricata rispetto al gruppo “Fioroni & Co” si erano posizionati da subito sostenendo la corsa di Manuela Benedetti come segretario. Un mutamento in corsa che non cambia la sostanza in casa Dem, dove la maggioranza fioroniana continua a tenere il timone saldo bene in mano. E guida il partito verso le difficili competizioni della Regione Lazio e del Parlamento.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















