Partecipate, il discorso importante di Michelini che nessuno sembra cogliere
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Abbiamo sviluppato un ragionamento articolato che dovrebbe rendere più facile intuire il senso profondo aperto dalle parole del sindaco Michelini. Lucide, molto lucide, sulla questione partecipate. Peccato che nessuno sembra averle intese. O magari qualcuno le ha intese ma la vecchia politica potrebbe preferire, come sempre, girare la testa dall'altra parte.

Francigena, Michelini punta l’attenzione sulla sostenibilità delle partecipate. In questi giorni di discussione sul bilancio di previsione 2016 il sindaco di Viterbo ha speso parole parecchio interessanti e al passo con i tempi su quello che è un tema sicuramente molto delicato.

A più riprese, prima sui giornali cittadini e poi direttamente in consiglio, il numero uno di Palazzo dei Priori ha sottolineato che, in poche parole, non ha senso tenere in piedi servizi con le partecipate se gli stessi possono essere svolti da soggetti operanti sul mercato. Ha anche parlato, con coraggio e apertamente, che non è possibile tenere in piedi le municipalizzate solo perché queste producono occupati.

Parole, quelle del sindaco, che forse sono scivolate via troppo in fretta, invece meriterebbero più attenzione. Il consiglio comunale ha deciso di non vendere la farmacia de La Quercia per l’anno 2016. Una giusta analisi l’ha posta, sull’argomento, il consigliere dei Cinque Stelle Gianluca De Dominicis: “Non capiamo perché vendere una e non l’altra”. Effettivamente la questione posta ha un senso.

Ma cosa è Francigena? Una municipalizzata che ha come socio unico il Comune di Viterbo. Si occupa di trasporto pubblico locale, farmacie, “caldaiette” e parcheggi. Il tpl è in passivo cronico, le farmacie in sostanziale pareggio e i parcheggi in attivo di parecchio.

I parcheggi, questo il ramo d’azienda su cui i ragionamenti dei consiglieri comunali non si sono fermati neanche un attimo. E invece sarebbe bene conquistarlo uno spazio di riflessione su questa cosa. Vale la pena gestirli con Francigena? Le casse del Comune ne traggono beneficio? Cosa accadrebbe se venissero gestiti da soggetti operanti sul mercato?

Ci siamo fatti queste domande e abbiamo sviluppato un quadro possibile. Il ramo d’azienda è in forte attivo ma di questo ne beneficiano al massimo Palazzo dei Priori e i viterbesi? Se il servizio parcheggi venisse affidato al mercato il Comune potrebbe pretendere, in cambio della gestione, una percentuale degli incassi. Poniamo che la percentuale fosse del 30%, avremmo che per ogni 100mila euro incassati dal privato 30mila andrebbero a disposizione del Comune. Il tutto senza che l’ente spenda un euro. Mettiamo che si riesca a incassare un milione d’euro l’ammontare per Palazzo dei Priori sarebbe di 300mila euro. A oggi nelle casse del Comune effettivamente non entra niente e gli incassi rimangono in pancia alla partecipata. Ed è facile intuire come i 400mila euro di passivo della società nel 2008, di cui ha parlato anche l’ex sindaco Giulio Marini durante l’ultimo consiglio, siano stati ripianati proprio con gli incassi dei parcheggi. Fino a quell’anno gestiti da un soggetto operante sul mercato.

Per le casse del Comune avrebbe più senso o no esternalizzare il servizio? Magari potrebbe essere un passo importante per mettere a nudo la criticità del tpl. Un settore in forte crisi ma su cui negli anni non si è fatto nulla per invertire la tendenza. Nessuno infatti ha visto politiche di stimolo all’utilizzo del mezzo pubblico e l’attuazione di strategie di razionalizzazione. Tutto è rimasto, nella sostanza, così come è sempre stato e il servizio di trasporto pubblico viterbese rimane un enigma. Una sorta di pozzo senza fondo dove si mettono risorse e non si impronta nessun cambiamento, nessun efficientamento. Tanto a coprire si provvede con i soldi dei parcheggi. Il problema è che proprio quei soldi potrebbero servire ad altro. Essere messi a disposizione della collettività. Certo rimarrebbe da risolvere il problema degli occupati della municipalizzata. Ma, tranne rari casi, non stiamo parlando di vincitori di concorsi. Si tratta essenzialmente di lavoratori al pari di quelli di altre aziende. Nel mondo del mercato il posto di lavoro è garantito (forse) fino a quando l’azienda si regge sulle proprie gambe. Anche per le municipalizzate la legge prevede questo, salvo operazioni di maqhillage. Più o meno evidente.

Alla luce di questo ragionamento forse è più facile intuire il senso profondo aperto dalle parole del sindaco Michelini. Lucide, molto lucide, sulla questione partecipate. Peccato che nessuno sembra averle intese. O magari qualcuno le ha intese ma la vecchia politica potrebbe preferire, come sempre, di girare la testa dall’altra parte. Eppure tutti dovrebbero pensare a governare al meglio la città, o no?

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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