Parrucchieri ed estetisti, il limbo di un'intera categoria: "E' sabato, lunedì riapriamo?"
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"Ci distruggono - continua -. Siamo costretti a contingentare le persone in negozio, sicuramente giustamente, ma perché sullo stesso spazio in un'attività possono stare 4 persone e sulla metro 40?".

In teoria estetisti e parrucchieri possono riaprire da lunedì 18 maggio ma in pratica la categoria sta aspettando il decreto della Regione Lazio. Una situazione di incertezza e snervante, che si somma per questi lavoratori a tutta una serie di complicazioni e costi che le disposizioni per il contrasto alla diffusione del Covid-19 stanno determinando. 

“Lo sa Zingaretti – lo sfogo di un appartenente alla categoria – che le imprese, chiuse ormai da oltre due mesi, hanno dovuto investire e spendere soldi, che non hanno, per attrezzature, sanificazioni e altro e dovrebbero organizzarsi e prendere appuntamenti per l’entrata contingentata ma oggi è sabato e ancora non si sa come e cosa fare lunedì?”.

“Ci distruggono – continua -. Siamo costretti a contingentare le persone in negozio, sicuramente giustamente, ma perché sullo stesso spazio in un’attività possono stare 4 persone e sulla metro 40?”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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