
di Lutor
Stavo leggendo l’alfabeto della Fune e alla lettera M ho trovato questa frase “Arrivare almeno a un punto medio che permetta l’apertura fino all’una di notte per tutti da giovedì, venerdì e sabato”. Spontaneo è venuto il ricordo di quanto scritto dal Direttore come presentazione delle mie “Piccole Note” del 9 febbraio scorso “Mai delle piccole
note sono state così distanti dal pensiero di questo giornale. Ma proprio per questo motivo le pubblichiamo convintamente ……”.
Ma caro Roberto le hai lette bene le mie Piccole Note? Forse un pochino distanti lo erano, ma proprio pochino. Tu dici “da giovedì a sabato fino all’una” io ho scritto “da venerdì a domenica”. Consideravo il giovedì un giorno ancora morto con il venerdì ancora lavorativo, aggiungevo la domenica considerata la festività; per l’orario approvavo la mezzanotte d’inverno, ma auspicavo addirittura le due d’estate (nota MI). Dunque erano così distanti le mie osservazioni?
Forse è il mio discorso sul fatto che vorrei una città vivibile dappertutto e non solo nel centro storico ad essere lontano dalla visione del giornale; purtroppo ne sono ancora convinto: un pochino di movida a piazza della Rocca, un altro pochino a via Marconi e Sacrario, ancora un altro a via Cattaneo, perché no?
Caffeina: un qualcosa a Prato Giardino, qualche incontro agli Almadiani, qualche spettacolo all’Unione, ariperché no? Può darsi che così Rossi e soci non vadano a Vitorchiano.
Sto aspettando con ansia il 26 prossimo quando dovrebbe arrivare a Viterbo il Presidente della Repubblica
Mattarella e anche se al momento non vedo niente di valido, spero sempre che qualche strada venga sistemata per
l’occasione. Non se ne può più, ci sono strade in completo abbandono con buche anche profonde che costituiscono un pericolo serio per mezzi e persone in special modo per i giovani che hanno già spolverato le due ruote approfittando del magnifico sole di questi giorni.
Alcune di queste strade le ho nominate nei precedenti Pensieri, ma fare un elenco completo richiederebbe troppo spazio, basterebbe una cartografia della città e l’elenco sarebbe fatto.
Un’annotazione per la lettera F dell’Alfabeto: si intuisce che era ora anche quando c’era il grande Ricci
all’Assessorato, ma è bene precisarlo considerato che molti sono di memoria corta, compreso lo stesso Ricci, che in
pratica in tal modo fa anche opposizione a sé stesso e alla precedente amministrazione.
Finalmente una decisione seria quella del Sindaco Arena: ha firmato l’ordinanza per demolire il palazzo di Via
Cardinal La Fontaine in cui sono avvenuti tre crolli. I Vigili del Fuoco sono stati chiari: “È ritenuta indifferibile la
demolizione controllata delle porzioni labili”. Non è stato precisato in caso di rifiuto della proprietà quando si
procederà all’esecuzione coattiva del provvedimento. Non facciamo passare settimane; è urgente procedere quanto
prima.
Un pensiero lo voglio dedicare a Sanremo. Ho assistito anche troppo alla presentazione delle varie canzoni più per
curiosità che per il gusto della musica moderna (non mi piace il rap o hip e hop che dir si voglia), mi pare che Baglioni abbia azzeccato quasi tutto togliendo tra l’altro quella antipatica eliminazione della prima serata un po’ troppo cattivella.
Personalmente non ho condiviso il modo di votare, votare solamente per la canzone che si stava ascoltando comportava un voto di fiducia nel cantante o gruppo per il quale si provava simpatia. Le canzoni, a mio
giudizio, dovevano essere presentate tutte insieme e poi aprire per un quarto d’ora il televoto dando così la
possibilità di una scelta in base a quanto ascoltato; il quarto d’ora poteva essere riempito da un paio di ospiti e dalla
solita pubblicità.
Addirittura c’è chi afferma che nella prima serata del Festival le canzoni dovrebbero essere presentate non dal vivo, ma registrate in sala incisione per avere un audio migliore ed evitare lo stress che quasi sempre chi canta subisce sul palco sanremese.
Ha vinto Alessandro Mahmoud, un italiano sicuramente ma da padre egiziano e questo ha comportato sui vari social
tanti commenti non troppo simpatici addirittura con parodie alquanto ridicole. Sinceramente devo dire che a me non
è piaciuta affatto la canzone, ma non mi è piaciuta nemmeno quella di Ultimo, comunque io non faccio testo considerato che sono un tifoso del Volo.
Un dubbio comunque ce l’ho: vuoi vedere che Mahmoud con il suo cognome ha favorito la votazione, almeno in
parte, dei contestatori salviniani?
Questa ve la voglio proprio raccontare. Sono diventato un pentastellato! Sono passato in via di Tor Vergata a Roma e
su consiglio di mia cognata mi sono fermato al n. 424; c’è una pasticceria chiamata cinquestelle che offre “Momenti
di infinita dolcezza”. Entri e ti trovi davanti ad un mare di dolcezze: Saint Honoré, Profiteroles, Mimosa sia ai Frutti di bosco che fragolosa, Lingue di gatto, Tiramisù, Millefoglie e poi trovi anche un laboratorio di cornetteria specializzato aperto 24h su 24 dove puoi trovare cornetti semplici e farciti, lieviti di ogni gusto, fritti freschi come bombe ripiene o cannoli alla crema o alla nutella.
C’è anche del salato con tramezzini ecc. ma io per il mio pranzo ho dato la preferenza a due bombe con crema: favolose (l’ISIS viene dopo li fochi)! Questo sì che è un cinque stelle serio e competente, si vede che c’è uno studio, una preparazione efficiente, altro che Di Maio.
Ultimo pensierino dedicato ad un amico. L’altro giorno mi sono incontrato con un amico per il consueto caffè e a
differenza del solito l’ho trovato con un sorriso più aperto, maggiormente disteso. Mi sono un po’ meravigliato e mi
è venuto spontaneo domandare come mai, mi ha dato una risposta strana che non mi aspettavo “Mi piace il mese di
febbraio”.
Ma come, ho ribadito, ti piace il mese di febbraio che forse è più matto di marzo, non sai se pioverà o addirittura nevicherà, fa senz’altro ancora freddo, è vero che dovrebbero sbocciare le viole del pensiero, le margherite e le mimose, ma ancora non c’è nemmeno un fiore nei giardini e poi dimentichi i famosi detti popolari: “Febbraio febbraietto, corto e maledetto – Primavera di febbraio reca sempre qualche guaio – Febbraio corto e
amaro – Erba di febbraio, tradisce il pecoraio” e ce ne sarebbero anche altri, ma a te piace, si può sapere perché?
Risposta breve, ma esplicita: “E’ l’unico mese dell’anno che essendo più corto mi consente, pur con tanta difficoltà,
di far bastare la mia pensione per le spese di casa”.


















