'Parole di pirata', i versi di Pier Giorgio Capoccetti presentati da Antonelli Ricci
Foto Il Pirata
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VITERBO - “Parole di pirata” è un agile volume sospeso tra strada e pagina. Tra scrittura e vita. Tra Kerouac, Bukowski ed Easy Rider. Un canzoniere d'amore e disincanto. Tra flagranza diaristica e innocenze manieriste.

VITERBO – Giovedì 18 gennaio alle 18, Bistrot del Teatro (via Cavour 9) si presenta “Parole di pirata”, poesie di Pier Giorgio Capoccetti (Effigi Edizioni, Arcidosso). Intervengono Antonello Ricci e l’editore Mario Papalini. Sarà presente l’autore. Partecipazione libera.

“Parole di pirata” è un agile volume sospeso tra strada e pagina. Tra scrittura e vita. Tra Kerouac, Bukowski ed Easy Rider. Un canzoniere d’amore e disincanto. Tra flagranza diaristica e innocenze manieriste.

Così Capoccetti stesso descrive la propria spinta alla poesia: “Che cosa mi spinge a scrivere? La follia di un’idea accarezzata appena, una passeggiata sulla mia Harley, una camminata a piedi nudi sulla spiaggia, nel silenzio assordante della notte. Scatto foto con la mia stilografica e corro a buttare giù qualche verso per immortalare il momento. Spesso la nuda realtà mi incrudisce e mi spinge lontano, altre volte mi regala invece attimi di pura magia e desidero fermare il tutto scrivendone. La poesia mi aiuta ad affacciarmi dove altrimenti mai oserei. Addobbo pezzi di carta con parole ribelli per tacitare la mia anima sempre in fiamma.”

 

 

 

 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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