"Parole danzanti": Erinna celebra così il One Billion Rising
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Oggi alle 17 presso presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo in via Saffi, l’appuntamento contro “lo sfruttamento delle donne, qualsiasi forma assuma”. Erinna racconterà la propria resistenza negli anni “in una cultura che nullifica, esclude, dimentica le donne e rifiuta di riconoscere le loro priorità e i loro successi”.

“Parole danzanti”: Erinna celenbra così il One Billion Rising, la campagna ideata da Eve Ensler che spinge oltre un miliardo di persone a danzare e manifestare la volontà di cambiamento, scegliendo l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione. Una manifestazione che è ormai diventata tradizione anche a Viterbo, dove già dal 2013, anno della sua inaugurazione, è stata celebrata.

Oggi, 14 febbraio, alle 17 presso presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo in via Saffi, l’appuntamento contro “lo sfruttamento delle donne, qualsiasi forma assuma”. Erinna racconterà la propria resistenza negli anni “in una cultura che nullifica, esclude, dimentica le donne e rifiuta di riconoscere le loro priorità e i loro successi”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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