Parola d'ordine "riapertura", la Regione apre la pianificazione della fase due
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ROMA - Niente sarà come prima ma sarà. La parola principe nell'agenda politica di queste ore è però una: "riapertura".  Da declinare, questo concetto dovranno averlo chiaro tutti, con distanziamento sociale e consumo in sicurezza.

ROMA – Niente sarà come prima ma sarà. La parola principe nell’agenda politica di queste ore è però una: “riapertura”.  Da declinare, questo concetto dovranno averlo chiaro tutti, con distanziamento sociale e consumo in sicurezza.

Il lavoro, da qui alla presenza di un vaccino contro il Covid-19, dovrà muoversi sempre all’interno di questi due paletti. Ieri il presidente del Lazio Nicola Zingaretti ha aperto la fase di pianificazione. Ha deciso di partire da un periodo di confronto con i sindacati, le parti datoriali, gli esercenti, i sindaci e le associazioni per immaginare come fare ripartire il Lazio dopo il 3 maggio.

Giovedì il vicepresidente Leodori incontrerà le Camere di Commercio delle province per avviare la discussione sulle misure da prendere e come governare la delicata riapertura. Uno scacchiere complicato ma dove tutti hanno l’interesse a muovere passi giusti e con garbo. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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