Parcometri, ancora furti con scasso. Necessario risolvere alla radice il problema
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Ancora furti sui parcometri del capoluogo della Tuscia. Perché si continuano a lasciare i soldi nelle macchinette durante le ore notturne?

Ancora furti con scasso sui parcometri cittadini. Questa volta è successo nella zona delle Fortezze. Passando da quelle parti è ancora possibile “ammirare” il parcometro di zona imbavagliato con un sacco per rifiuti, con sopra un cartello: “Fuori servizio per furto”. 

Non è la prima volta che ladri notturni si impossessano degli incassi di queste macchinette, chiamate a riscuotere gli incassi della sosta auto. Il danno per le casse della società municipalizzata, unico proprietario è il Comune di Viterbo (ergo i cittadini), è doppio: da una parte il mancato incasso e dall’altra le spese da sostenere per la sistemazione del macchinario.

La domanda a questo punto sorge spontanea: perché si continuano a lasciare i parcometri pieni degli incassi durante le ore notturne? Il sistema più semplice per risolvere il problema è di recuperare i soldi dopo le ore 20, orario in cui termina la sosta a pagamento in diverse aree della città. Al tempo stesso sarebbe opportuno posizionare una semplice targa su ogni parcometro con dicitura del tipo “apparecchio svuotato degli incassi alle ore 20”. Chi, a quel punto, rischierebbe un furto non potendo mettere in tasca il becco di un euro?

La risposta è semplice: nessuno. Per Francigena e Palazzo dei Priori introdurre la buona pratica dello scassettamento dopo le ore 20 è fondamentale per una questione di cassa e opportuno per una d’immagine. Vedere periodicamente questi “mantelli neri” che sventolano sopra i parcometri dà tanto l’idea di una città un po’ terra di nessuno.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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