Parco pubblico di via Cattaneo, di giorno area giochi per bambini e di notte bivacco
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VITERBO - "Sono dieci giorni che i secchi dell'immondizia sono pieni e ormai i rifiuti si stanno accumulando un po' ovunque. Ho due bimbi che giocano qui tutti i  giorni e mi piange il cuore ma non c'è altro", un'altra segnalazione. 

VITERBO – Il capoluogo della Tuscia non è una città amica dei bambini. Non esiste una politica che possa fare minimamente pensare questo orientamento della città. Marciapiedi da incubo, impercorribili con i passeggini, parchi pubblici dove si mescola di tutto e senza il minimo controllo. Il parco di via Carlo Cattaneo ne è diventato l’emblema. 

Piccola area verde che serve un quartiere enorme, anzi la somma di più quartieri. Un vero e proprio punto di riferimento, nonostante i non pochi difetti, per tanti genitori e nonni che portano qui i bambini più piccoli. Eppure spesso il parco si trova in condizioni indecorose. In queste ultime ore sono stati tanti i lettori de La Fune che ci hanno segnalato un particolare degrado, complice le alzate di gomito adolescenziali del fine settimana. 

Tantissime bottiglie vuote: di vino, birra e superalcolici; che sono state lasciate sui tavoli, a terra e hanno riempito al massimo i cestini di raccolta rifiuti presenti. Non mancano bottiglie rotte e vetri, non proprio l’ambiente ideale per tirare su i viterbesi di domani. 

“Manca la giusta pulizia e manutenzione dei giochi, tavoli e panchine presenti. Così come la videosorveglianza e non guasterebbero controlli, anche nella notte, da parte delle forze dell’ordine”. Le parole di un frequentatore che non ritiene giusto lo stato in cui il parco si presenta. 

“Sono dieci giorni che i secchi dell’immondizia sono pieni e ormai i rifiuti si stanno accumulando un po’ ovunque. Ho due bimbi che giocano qui tutti i  giorni e mi piange il cuore ma non c’è altro”, un’altra segnalazione. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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