Parco Gulliver a Viterbo, "I soldi?" Basterebbe tenere Dies Natalis per dieci anni e regalare alla città un'area giochi vera
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VITERBO - Sarebbe un moderno miracolo della nostra amatissima santa patrona. 

VITERBO – Per fare una grande città serve un’idea grande. Parafrasando la pubblicità anni Ottanta del “pennello Cinghiale” potremmo dire che la frase è sicuramente vera. In realtà di idee grandi ne servirebbero molte e andrebbero messe in sinergia per tirare su un capoluogo di provincia rimasto per troppo tempo ripiegato sulla propria mediocrità. 

Nei giorni scorsi abbiamo lanciato l’idea del Parco Gulliver. Come tutte le grandi idee non nasce dal nulla e non ce ne vogliamo, in alcun modo intestare la paternità. Abbiamo semplicemente proposto che Palazzo dei Priori prenda una decisione seria sul tavolo, sempre spoglio, delle politiche per i bambini di questa città. Siamo andati a fare una ricerca sui parchi per ragazzi pubblici più belli del mondo e siamo rimasti positivamente colpiti dal Parco Gulliver. Tra l’altro essendo il capoluogo della Tuscia in odore di candidatura a Capitale Europea della Cultura un parco intestato al mitico Gulliver, protagonista della letteratura europea, aiuterebbe. 

Un Parco Gulliver c’è già e si trova a Valencia. E’ esattamente una delle attrazioni della città spagnola, che contribuisce insieme a tanti altri attrattori a renderla davvero turistica. Il Parco citato a esempio virtuoso è in sostanza costituito da una mega struttura-gioco, che raffigura un Gulliver spiaggiato, lunga circa 70 metri e alta 9. Tutta piena di scivoli solidissimi, corde e altri giochi che tanto piacciono ai bambini di ogni età. 

Un parco simile farebbe tanto bene a Viterbo, anche perché attirerebbe molto turismo di prossimità (Roma, Perugia e molto altro) nei fine settimana. Il target a cui strizzerebbe l’occhio è quello delle famiglie che una volta nella città dei papi dovrebbero anche mangiare e magari potrebbero farsi un giro nel sempre buono per riempirsi la bocca (per i politici locali) centro storico. 

Ci siamo immaginati che un consigliere, non ci importa se di maggioranza o di opposizione (potremmo auspicare, perché va di moda di questi tempi, una coalizione di volenterosi), che porti l’idea in consiglio comunale. E ci siamo immaginati la reazione classica a queste latitudini: “e i soldi?”. 

Ci siamo permessi di costruire una soluzione al problema. Ipotizziamo che il Parco costi una cifra importante (tutta da verificare). Ci siamo dati come budget 750mila euro, la stessa cifra che Palazzo dei Priori spende all’incirca ogni cinque anni per una nuova Macchina di Santa Rosa. Considerando la straordinaria bellezza dell’attuale Dies Natalis la prospettiva potrebbe essere quella di tenerla per dieci anni anziché cinque e utilizzare i soldi risparmiati dal rinnovo per dare alla città un attrattore come un Parco Gulliver. Sarebbe un moderno miracolo della nostra amatissima santa patrona. 

Foto Fisioterapy Center

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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