Parco di via Monte Cervino intitolato a Raffaele Giorni
Ciorba
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VITERBO - Il consigliere Marco Ciorba chiede al sindaco Frontini l'intitolazione del Parco di via Monte Cervino a Raffaele Giorni.

VITERBO – Il consigliere Marco Ciorba chiede al sindaco Frontini l’intitolazione del Parco di via Monte Cervino a Raffaele Giorni.

“Sono passati 27 anni da quel triste 21 gennaio 1996 in cui perse la vita Raffaele Giorni, a seguito di una coltellata al cuore sferrata da un coetaneo mentre cercava di placare una discussione.

Dal 2006 fino a oggi molti atti amministrativi, con il contributo di tanti amministratori viterbesi, si sono susseguiti per intitolare una via o una piazza al nostro concittadino, fino ad arrivare alla delibera della giunta comunale numero 365 del 22/12/2020 che individuava l’intitolazione del Parco di via Monte Cervino a Raffaele Giorni.

E’ arrivato il momento di chiudere il lungo iter amministrativo iniziato nel 2006, lo dobbiamo ai famigliari e agli amici di Raffaele, pertanto ho richiesto alla Sindaca di Viterbo Chiara Frontini di effettuare una cerimonia formale di intitolazione del Parco di via Monte Cervino a Raffaele Giorni con il posizionamento di una targa nella giornata del 22 marzo, giorno di nascita del nostro concittadino scomparso”. Così il consigliere Ciorba.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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