
VITERBO – Il valore di una città lo misuri da come pensa ai più piccoli, ai suoi figli. Il capoluogo della Tuscia ha sempre avuto un atteggiamento penoso in merito. Il Parco della Verità ne è l’esempio plastico, una situazione tra inferno e paradiso.
Ogni giorno si ritrovano in questo angolo verde decine di bambini per giocare e passare il pomeriggio. Ci sono cose molto belle come un angolo con i libri da prendere e leggere, come dei nonni volontari che leggono storie e realizzano piccoli spettacolo. Poi ci sono cose parecchio brutte come i giochi rotti e in pessime condizioni, oltre a rappresentare una stessa idea di parco superata ormai dagli anni Novanta.
Al parco di porta della Verità le altalene sono rotte da mesi e nessuno, oltre a fasciarle con del nastro, ha pensato a fare qualcosa. Palazzo dei Priori non vede, non sente, non parla. Non vede il degrado in cui versa questo luogo, non ascolta le proteste, non dice cosa vuole fare per dare un futuro a questo e agli altri parchi viterbesi.
Una situazione che non merita neanche commenti, uno schiaffo in faccia ai piccoli viterbesi che non vengono rispettati e che di fatto sono trattati come cittadini invisibili. A cosa serve un consiglio comunale dei giovani se poi non si occupa neppure di cose elementari? A cosa serve parlare tanto di futuro quando poi il vero futuro viene così umiliato e maltrattato?


















