Parco di Porta della Verità, inferno e paradiso. Ecco come Palazzo dei Priori è cieco e muto davanti al futuro
Parco Chiara Lubich 2
Masicar800x120-optimize
VITERBO - A cosa serve un consiglio comunale dei giovani se poi non si occupa neppure di cose elementari? A cosa serve parlare tanto di futuro quando poi il vero futuro viene così umiliato e maltrattato?

VITERBO – Il valore di una città lo misuri da come pensa ai più piccoli, ai suoi figli. Il capoluogo della Tuscia ha sempre avuto un atteggiamento penoso in merito. Il Parco della Verità ne è l’esempio plastico, una situazione tra inferno e paradiso.

Ogni giorno si ritrovano in questo angolo verde decine di bambini per giocare e passare il pomeriggio. Ci sono cose molto belle come un angolo con i libri da prendere e leggere, come dei nonni volontari che leggono storie e realizzano piccoli spettacolo. Poi ci sono cose parecchio brutte come i giochi rotti e in pessime condizioni, oltre a rappresentare una stessa idea di parco superata ormai dagli anni Novanta. 

Al parco di porta della Verità le altalene sono rotte da mesi e nessuno, oltre a fasciarle con del nastro, ha pensato a fare qualcosa. Palazzo dei Priori non vede, non sente, non parla. Non vede il degrado in cui versa questo luogo, non ascolta le proteste, non dice cosa vuole fare per dare un futuro a questo e agli altri parchi viterbesi. 

Una situazione che non merita neanche commenti, uno schiaffo in faccia ai piccoli viterbesi che non vengono rispettati e che di fatto sono trattati come cittadini invisibili. A cosa serve un consiglio comunale dei giovani se poi non si occupa neppure di cose elementari? A cosa serve parlare tanto di futuro quando poi il vero futuro viene così umiliato e maltrattato?

 

 

 

 

 

 

 

800x120 (1)
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
asvis 2
monastero interno
Fune 300x300
POST FB 02
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post