Parchi pubblici anti-bambino: la lettera a La Fune di una mamma
prato giardino
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"Sarebbe bello - scrive Rosella - portare i bimbi a giocare in tutta sicurezza, lontano dal traffico e dai pericoli". Da La Quercia al Sacrario passando per Pratogiardino, la fotografia della scrivente è davvero sconcertante.

Vita dura per chi vuole portare i propri figli al parco. Una mamma ci ha scritto questa lettera per segnalare guasti, situazioni pericolose e mancanza di servizi. “Sarebbe bello – scrive Rosella – portare i bimbi a giocare in tutta sicurezza, lontano dal traffico e dai pericoli”. Da La Quercia al Sacrario passando per Pratogiardino, la fotografia della scrivente è davvero sconcertante.

 

La lettera

A Viterbo, portare i bimbi a giocare il pomeriggio o durante le ore libere da dedicare ai propri figli è davvero difficile. Nonostante sia una cittadina che può vantare aree verdi e quartieri in continua evoluzione, Viterbo non offre molte possibilità. Basta visitare quelli esistenti.

Prat giardino, il più grande e conosciuto, ospita gonfiabili e giochi elettronici a pagamento. Le altre attrezzature “gratuite” sono semplicemente un’altalena e uno scivolo. Da diverso tempo, è stato transennato un pino con sotto un’altalena ancora fuori uso solo perché c’è un ramo pendente.

Non esistono toilette per i più piccoli, per i disabili, o per il cambio pannolino.

Non esiste alcuna possibilità per un bambino disabile di accedere ai giochi.

Non esiste una pista ciclabile, una pista adeguata per pattini, skate o bici.

Nella Frazione del La Quercia esiste da sempre un bellissimo prato. Devastato più volte dai vandali durante la notte, che si divertivano a rompere i giochi e tutto ciò che incontravano, è ormai abbandonato: rimangono solo un vecchio scivolo e un’altalena, usufruibili solo da bambini più grandicelli. Alla base mattoni duri, sicuramente fuori norma.

Stessa cosa nell’unica area, che si trova nel quartiere Carmine.

Anche il nuovo parco dedicato alle vittime di mafia, ha delle mancanze. Manca un’area dedicata ai più grandicelli, barriere protettive ubicate nelle varie uscite, informazioni di servizio che non dovrebbero mai mancare (pronto soccorso ecc.)

L’elenco è lungo, tuttavia, Il parchetto al centro rimane l’esempio più incalzante.

Nonostante sia stato restaurato da poco, il progetto non ha previsto un’area dedicata agli utenti più piccoli e il prato è già deteriorato. Anche in queste sere d’inizio estate, è difficile rilassarsi in mezzo alle macchine che sfrecciano in tutte le strade del centro e nelle piazze come quella centrale, ogni sera trasformata in un parcheggio.

L’unico punto “ludico” è il piazzale al Sacrario, che però solitamente si trasforma in campo di calcio.

Sarebbe bello portare i bimbi a giocare in tutta sicurezza, lontano dal traffico e dai pericoli.

Una maniera semplice e antica di socializzare, un momento unico di condivisione tra mamme e figli.

 

Rosella

 

 

 

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