Parcheggio selvaggio nelle piazze del centro, Viterbo Civica chiede siano presi provvedimenti
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Viterbo Civica denuncia il parcheggio selvaggio del sabato sera. Sulla pagina Facebook del gruppo sono state postate le foto della sosta selvaggia nel weekend. E invita l’amministrazione comunale a prendere provvedimenti. 

Viterbo Civica si scaglia contro uno dei più comuni e tristemente noti malcostumi viterbesi: il parcheggio selvaggio.
L’arrivo della bella stagione e delle temperature più miti spingono molti, specialmente nel weekend, ad un giro a piedi per la città anche nel dopo cena.

Purtroppo lo spettacolo cui si è chiamati ad assistere è penoso, specialmente per una città come Viterbo che, non meno di qualche semestre fa, aspirava a diventare capitale della cultura: auto parcheggiate praticamente ovunque, specialmente nella parte storica e monumentale della città: Piazza del Plebiscito, Piazza del Gesù, Piazza San Pellegrino, Piazza San Carluccio.

Dopo le ore venti, dei vigili così solerti durante il giorno non si vede nemmeno l’ombra, del carro- attrezzi neppure. Così i più incivili si sentono padroni di parcheggiare ovunque, in barba alla buona educazione e al rispetto per la propria città, lasciando il parcheggio del Sacrario tristemente vuoto. La stagione turistica è alle porte. Come biglietto da visita non c’è male.

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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