Parata del 2 giugno, sfilano anche 11 sindaci della Tuscia
2 giugno
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I sindaci sono stati accolti dal grande applauso della tribuna delle autorità. Un riconoscimento delle massime cariche dello Stato per l'importante lavoro quotidiano dei primi cittadini nei territori.

Sindaci della Tuscia alla tradizionale parata del 2 giugno a Roma. Sono partiti dal Viterbese 11 primi cittadini, che fanno parte delle 400 fasce tricolori giunte da tutta Italia. A guidarli i rappresentanti dei comuni terremotati.

Nella delegazione viterbese il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, di Bomarzo Ivo Cialdea, di Canino Lina Novelli, di Caprarola Eugenio Stelliferi, di Nepi Pietro Soldatelli, di Civitella D’Agliano Giuseppe Mottura, di Castiglione in Teverina Mirco Luzi, di Capranica Angelo Cappelli.

I sindaci sono stati accolti dal grande applauso della tribuna delle autorità. Un riconoscimento delle massime cariche dello Stato per l’importante lavoro quotidiano dei primi cittadini nei territori.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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