Paralisi Palazzo dei Priori, le minoranze chiedono lo sblocco delle commissioni
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Le minoranze, dell'area di centrodestra, chiedono lo sblocco dei lavori all'interno delle commissioni consiliari. Annunciano anche di voler ricorrere al prefetto qualora la loro richiesta non trovasse soddisfazione.

Convocate le commissioni! L’opposizione torna a unirsi e a chiedere in una nota, 5 stelle a parte, la convocazione delle Commissioni consiliari. “In base al regolamento consiliare, articolo 11 commi 4 e 6, e di fronte alla paralisi amministrativa che da tempo ha fatto sprofondare in un empasse il Comune di Viterbo – dicono dall’opposizione – abbiamo inviato una lettera con la quale chiediamo la convocazione urgente di tutte le commissioni consiliari permanenti”.

La crisi politica che ha investito l’Amministrazione comunale di fatto ha paralizzato la macchina amministrativa da prima di Natale. Al ritorno dalle festività nulla pare essere cambiato ed ecco dunque la richiesta della minoranza. “È del tutto evidente – proseguono dall’opposizione – che se a tale richiesta non dovesse seguire sollecita convocazione, ci rivolgeremo agli organismi di controllo esterno all’ente al fine di ottenere quanto richiesto per normativa vigente”.

 

Questo gli ordini del giorno richiesti:

I Commissione: approvazione regolamento partecipazione cittadina e referendum, audizione del consulente del comune per la legalità;
II commissione: approvazione regolamento baratto amministrativo;
III commissione: bando di gara per la gestione del sito termale del bagnaccio;
IV commissione: regolamento compartecipazione finanziaria Rsa, esiti bando di finanziamento manifestazioni di Natale;
V commissione: audizione sindaco, quale delegato interim ai rifiuti, sulla direttiva interditiva antimafia della prefettura di Viterbo.

La nota è a firma di Claudio Ubertini (Forza Italia), Luigi Maria Buzzi (Fdi), Vittorio Galati (Gruppo misto), Francesco Moltoni (Gal), Chiara Frontini ( Viterbo2020) e Gianmaria Santucci (FondAzione).

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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