Paolo Crepet a Viterbo per il Festival Nazionale dell’Educazione

Da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile al via la terza edizione del “Festival Nazionale dell’Educazione” organizzato dall’Associazione Emotional Training Center presieduta dalla Dott.ssa Rosanna Schiralli.
Da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile al via la terza edizione del “Festival Nazionale dell’Educazione” organizzato dall’Associazione Emotional Training Center presieduta dalla Dott.ssa Rosanna Schiralli
Questa edizione, rispetto alle precedenti edizioni, sarà suddivisa in due parti.
La prima parte del Festival infatti, si terrà da giovedì 30 marzo a domenica 2 aprile presso la Sala delle conferenze della Provincia di Viterbo e vedrà come ospiti Paolo Crepet, Stefania Andreoli, Federico Bianchi di Castelbianco, Anna Oliverio Ferraris, Alberto Pellai.
La seconda parte, invece, si terrà nell’ultima settimana di giugno, durante Caffeina Festival, presso il Palazzo dei Papi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















