Paolo Borsellino vive, la fiaccolata che attraverserà Viterbo per ricordare il magistrato

VITERBO - Il capoluogo della Tuscia, come ormai consuetudine, si ferma per ricordare.
VITERBO – Venerdì sera la fiaccolata in ricordo e in onore di Paolo Borsellino. Era il 19 luglio del 1992, l’anno terribile. A neanche due mesi dall’assassinio, col tritolo, di Giovanni Falcone viene fatto saltare in aria anche l’altro magistrato simbolo della lotta alla mafia.
Il capoluogo della Tuscia, come ormai consuetudine, si ferma per ricordare. Lo fa con una fiaccolata che seguirà il seguente percorso: piazza Verdi, via Marconi, piazza dei Caduti, piazza Martiri d’Ungheria, via Ascenzi,piazza del Plebiscito, via San Lorenzo, piazza della Morte, con arrivo a piazza San Lorenzo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















