Paolo Bianchini protagonista su La7

ROMA - Bianchini, ristoratore e presidente Mio, ospite della trasmissione “Piazza pulita” espone la drammatica situazione del settore, duramente colpito per le restrizioni Covid.
ROMA – Bianchini, ristoratore e presidente Mio, ospite della trasmissione “Piazza pulita” espone la drammatica situazione del settore, duramente colpito per le restrizioni Covid.
“C’è stata una perdita media del fatturato – spiega Bianchini – del 55%, con picchi dell’80%”. L’esperienza personale non si discosta da quella generale. Con 300mila euro di fatturato perso, ho ricevuto quasi 30mila euro a fondo perduto. Personalmente sto a -57% senza contare il mese di dicembre”.
Infine la stoccata al governo Conte: “Alcune decisioni prese, chi lavora o meglio, chi lavorava 18 ore al giorno non le ha comprese. Invito la politica a capire quali siano le reali esigenze”.

Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















