Paolini (Montefiascone): "Abbiamo otto casi positivi, state a casa e ne usciremo"
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MONTEFIASCONE - Il messaggio del sindaco Massimo Paolini nel giorno in cui il paese piange la sua prima vittima, la terza nella Tuscia, positiva al Covid-19.

MONTEFIASCONE – “Purtroppo dobbiamo registrare 8 casi di corona virus accertati. Le persone coinvolte sono tutte monitorate e cosi anche le persone che ne sono venute in contatto sono in isolamento con sorveglianza attiva da parte delle autorità sanitarie”, questo il messaggio che il sindaco Massimo Paolini rivolge ai montefiasconesi in un giorno particolarmente duro.

E’ infatti di Montefiascone la terza vittima con coronavirus della Tuscia. “Le notizie di nuovi contagi purtroppo non arrivano in modo inaspettato e io con tutta l’Amministrazione vi stiamo vicini e vi terremo sempre informati su tutte le novità che sono di rilievo sia sulle norme di contenimento che su tutte le iniziative che stiamo intraprendendo. Bisogna stare a casa, sappiamo di avervi chiesto e di chiedervi tanto – continua il primo cittadino -.

Voglio complimentarvi con tutti voi. Avete subito un cambiamento radicale nella vita quotidiana al quale però avete risposto in maniera straordinaria con un’autodisciplina e un senso di comunità e solidarietà che fa ben sperare.
Oggi vi chiedo di continuare a rispettare le regole che più vi abbiamo comunicato, a partire da quella più importante: restate a casa il più possibile, uscite solo per necessità non rimandabili.

La passeggiata al parco, il gioco con gli amici, la corsa in gruppo, le chiacchierate sulle panchine possono aspettare. La nostra salute no. Vi chiedo un ulteriore sforzo, in primo luogo di responsabilità e solidarietà: resistiamo e rispettiamo le norme per la nostra sicurezza e salute con l’augurio e la speranza che tutto questo porti a far calare i casi di contagio ed a liberarci da questo evento epocale che ha sconvolto le nostre vite. Con l’impegno di tutti, insieme ce la faremo”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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