Paola Marchetti: "Creare il monumento naturale di Blera e della Faggeta di Bassano Romano"
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"Due impegni per l'ambiente: creare il monumento naturale di Blera e della Faggeta di Bassano Romano". Così Paola Marchetti, candidata della Lista Civica Zingaretti alle regionali del 4 marzo.

“Due impegni per l’ambiente: creare il monumento naturale di Blera e della Faggeta di Bassano Romano”. Così Paola Marchetti, candidata della Lista Civica Zingaretti alle regionali del 4 marzo.

“Intorno al tema della sostenibilità si gioca una sfida fondamentale su più fronti: la possibilità di migliorare le condizioni di vita dei cittadini e realizzare un modello virtuoso per la cura e per la valorizzazione del territorio e dell’ambiente; la necessità di incidere sulla qualità urbana dei nostri centri; l’esigenza di garantire la sicurezza dei prodotti agroalimentari; l’opportunità di produrre sviluppo e innovazione, in un campo strategico come quello dell’economia verde – continua -.

La sostenibilità è insomma un grande tema trasversale e può essere uno dei motori del modello di sviluppo del Lazio e della provincia di Viterbo che va sostenuto con progetti, investimenti ed atti legislativi.

Credo che il Lazio e la Tuscia abbiano tutte le qualità per giocare un ruolo di primo piano in uno scenario globale dove conta l’innovazione, a partire da quella legata al campo ambientale. Unire crescita economica, produzione di reddito ed occupazione e qualità della vita è per noi la sfida con cui vogliamo misurarci nella prossima legislatura regionale. Anche grazie alle politiche messe in campo in questi anni, il Viterbese è più forte nella sfida della sostenibilità.

L’approvazione in Giunta del Piano energetico regionale, con l’obiettivo di perseguire la riduzione delle emissioni di CO2 dell’80% entro il 2050, insieme alla legge per la difesa dell’acqua pubblica, ne costituiscono due capisaldi fondamentali.

Ma nei prossimi 5 anni occorre fare ancora di più e di meglio. L’approvazione di norme per la salvaguardia delle foreste vetuste e delle faggete, con la quale si è messo fine ad un vuoto legislativo che ha rischiato di compromettere un patrimonio naturalistico di grande pregio, può costituire il primo passo per l’assunzione di provvedimenti legislativi ulteriori a tutela di queste realtà.

Penso in primo luogo alla Faggeta di Bassano Romano, dove il particolare pregio del bosco può rappresentare una straordinaria risorsa per lo sviluppo locale, specie se abbinato alla contigua Faggeta di Monte Raschio di Oriolo Romano, già riconosciuta patrimonio Unesco. Penso all’area del torrente Vesca al Terzolo a Blera, dove l’iter per la costituzione del monumento naturale, già avviato in questa legislatura, va concluso e portato a termine.

Penso alla necessità di costituire una rete che metta in relazione queste aree, con quelle già previste nel sistema delle aree protette regionali, a partire dalla Faggeta di Soriano nel Cimino, da Monte Fogliano a Vetralla e dalla riserva di Monte Casoli a Bomarzo.

Rafforzare il sistema delle aree protette, investire sulla legge 14/2016 sulla filiera corta e promuovere il rilancio dei nostri borghi può essere uno straordinario strumento per affermare il brand Tuscia e per valorizzare le produzioni di qualità del territorio. L’ambiente, insomma, come straordinaria opportunità di crescita per il nostro territorio”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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