"Panzer" Martinengo dichiara guerra all'abbandono selvaggio di rifiuti
Panzer Martinengo
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VITERBO - "Invito tutti a segnalare situazioni simili e a collaborare per mantenere il nostro territorio pulito e dignitoso. La civiltà si vede dai gesti di ogni giorno", l'appello dell'assessore Martinengo.

VITERBO – “Panzer” Martinengo in prima linea per contrastare la piaga dell’abbandono selvaggio dei rifiuti ingombranti e non differenziati in città. La battaglia è antica, si era speso in maniera forte anche l’ex sindaco Giovanni Arena ma il fenomeno è continuato negli anni senza soluzione. Ora la battaglia “agli zozzoni” trova una nuova forza e vede nell’assessore una figura intenzionata a mettere fine. 

L’Amministrazione Comunale, con la collaborazione della società Viterbo Ambiente e della Polizia Locale, ha predisposto una serie  interventi per contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti ingombranti e non differenziati. 

Lo strumento è quello delle sanzioni perché l’unica strada per combattere l’inciviltà è antica come l’uomo: la leva del dolore che si attiva toccando il portafoglio dei trasgressori. 

Ogni volta che dai controlli emergono anomalie vengono attivate procedure che tentato l’individuazione di chi ha abbandonato in maniera impropria immondizia e la Polizia Locale provvede all’applicazione delle sanzioni previste dalla legge in vigore. 

Nelle ultime settimane sono state notificate diverse multe a cittadini che hanno abbandonato rifiuti in maniera impropria. Il primo gennaio il ritrovamento di una serie di mobili abbandonati in prossimità del muro perimetrale del cimitero di San Lazzaro, prontamente rimossi dal Comune. 

“Invito tutti a segnalare situazioni simili e a collaborare per mantenere il nostro territorio pulito e dignitoso. La civiltà si vede dai gesti di ogni giorno”, l’appello dell’assessore Martinengo. Palazzo dei Priori intende potenziare l’azione di controllo su tutto il territorio aumentando la vigilanza a vista e sostenendo il contrasto dell’abbandono rifiuti anche con l’ausilio di telecamere. 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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