Panunzi, Mazzoli e Terrosi per il sociale alla cena di beneficenza presso La Fattoria di Alice
Foto cena solidale fattoria di Alice
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Panunzi, Mazzoli e Terrosi per il sociale alla cena di beneficenza presso La Fattoria di Alice. Si è conclusa con successo e partecipazione politica la cena solidale in favore di Afesopsit tenutasi questo lunedì presso La Fattoria di Alice e organizzata dal Comitato Le Biferali di Viterbo e il Comitato di Bolsena per Zingaretti a sostegno di Enrico Panunzi.

Panunzi, Mazzoli e Terrosi per il sociale alla cena di beneficenza presso La Fattoria di Alice. Si è conclusa con successo e partecipazione politica la cena solidale in favore di Afesopsit tenutasi questo lunedì presso La Fattoria di Alice e organizzata dal Comitato Le Biferali di Viterbo e il Comitato di Bolsena per Zingaretti a sostegno di Enrico Panunzi.

“È importante che le istituzioni, come Regione e Governo, aprano le proprie porte per ascoltare i problemi
delle associazioni che si occupano di tali realtà”. Questo è stato l’appello lanciato da Vito Ferrante, presidente della “Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia” nel corso della serata e che i politici presenti hanno subito accolto.

Pronta è stata la risposta di Enrico Panunzi, candidato del Partito Democratico al consiglio regionale: “Nonostante le cose siano molto migliorate negli ultimi cinque anni, ci impegneremo ad aprire ancora di più le porte, così che le associazioni come l’Afesopsit possano in futuro esporre le loro problematiche e trovare una risposta efficacie dalle istituzioni”.

Stessa volontà è stata manifestata anche da Alessandra Terrosi e Alessandro Mazzoli, candidati PD rispettivamente a Camera e Senato, presenti alla cena solidale e pronti a condividere l’impegno nel campo
del sociale per il territorio della Tuscia. Un primo passo è stato sicuramente compiuto in occasione di questa serata, dove è stato raccolto un contributo per le attività dei ragazzi dell’Associazione per i prossimi fine settimana.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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