Panettone indigesto per Michelini
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Marosi alti all'interno della maggioranza Michelini. Sarà il Pd a chiedere al sindaco di scaricare la scialuppa di Viva Viterbo dalla nave di Palazzo dei Priori? O sarà il corsaro Filippo Rossi a ordinare i suoi di calare la scialuppa? All'interno della maggioranza si è fatto buio e non sappiamo se basteranno le luci di 'Lumi in aria' a indicare la via.
Palazzo dei Priori

A Natale non si è tutti più buoni. Questo a Viterbo lo si è capito bene negli ultimi giorni. Il dibattito pubblico è stato praticamente monopolizzato da un grande tema: il “nodo” Rossi-Barelli sul fronte cultura. Vicenda che di fatto sta mandando di traverso il panettone alla maggioranza e al sindaco Leonardo Michelini.

Il tutto è esploso in conseguenza delle scelte fatte per il Natale viterbese. Quello che passerà alla storia come il Natale di ‘Lumi in aria’ e le mostre su Sebastiano Del Piombo e Stern, ma anche come quello più carico di polemiche.

Verrebbe da descrivere il tutto con le parole di un esponente dell’ex Pdl (non riveliamo il nome per fargli un regalo di Natale) che in questi giorni ha detto, in un confronto privato: “Fare peggio di noi era difficile ma ci sono riusciti”.

Il “nodo” Barelli-Rossi

Il “bubbone”, su cui in città era stata aperta una riflessione già all’indomani dell’assegnazione a Barelli dell’assessorato alla Cultura, sembra essere esploso. Esploso come i nervi di diversi esponenti della maggioranza (area Pd) venuti allo scoperto. Due su tutti: il vicesindaco Luisa Ciambella e il capogruppo del Partito Democratico Francesco Serra. Per la prima è necessario dopo Natale un confronto serio su come il legame tra Rossi-Barelli e Caffeina può in qualche modo adombrare l’operato della maggioranza. Il secondo ha voluto invece giocare d’anticipo: il tema verrà affrontato già oggi in una riunione interna del Pd.

Il nodo è, per dirla in breve, dato dalla vicinanza di Rossi e Barelli a una delle principali realtà culturali viterbesi: Caffeina. Vicinanza che rischia di gettare ombre, magari infondate e magari in malafede, su presunti favoritismi a ditte partner di Caffeina o a soci o parenti di soci. Fatto sta è che da Ferento in poi in città non si parla che di questo e le altre forze di maggioranza (Pd, Oltre le Mura, Sel) sembra abbiano i “marone glacées” pieni.

 

 

A proposito di “marone glacées pieni”

Nel silenzio della confidenza privata sono molti i consiglieri di maggioranza che vorrebbero staccare la spina dell’assessorato alla Cultura agli esponenti di Viva Viterbo. Tutti ci tengono a precisare: “non c’è sospetto sulla buona fede delle azioni e sulla loro regolarità ma si apre un problema di opportunità. Dobbiamo fugare ogni dubbio e garantire una trasparenza al 100%”.

Una posizione “privata” di molti che ha trovato in Francesco Serra l’annunciatore. Prima su Tusciaweb, poi nella puntata di Sbottonati (Radio Verde) di questa mattina: ” C’è una difficoltà, al di là della buona fede di tutti. Rimane il problema di fondo e va risolto. Oggi riuniamo il gruppo e decidiamo la posizione da prendere di fronte a questa situazione, il problema c’è. Questa situazione è pesante. Non si può discutere sulle 10mila euro della Novella, dobbiamo garantire trasparenza assoluta e discontinuità totale rispetto al passato. La situazione attuale è pesante e avvilente”. 

 

Lasciare prima di essere lasciati? 

Non sappiamo se ci troviamo davanti al primo e ultimo panettone di Natale che Barelli ha in sorte di mangiare come assessore. Sta di fatto che c’è nell’aria di Palazzo dei Priori tanto nervosismo e non basterà ‘La Pietà’ di Sebastiano Del Piombo esposta in Sala Regia a rasserenare i marosi. Più che di “pietà” si corre il serio rischio di vedere in scena “del piombo”, nel senso politico naturalmente. Indiscrezioni delle ultime ore parlano di una fibrillazione forte anche all’interno di Viva Viterbo. Pare che siano decisi a fare la voce grossa, pronti a uscire dalla maggioranza.

In pratica è in atto una guerra di nervi, chi scaricherà prima l’altro? Oppure troveranno una terza via di riconciliazione? “A dopo Natale” la risposta.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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