
Operazione “pane sospeso”, undici panifici viterbesi da questa mattina daranno corpo all’iniziativa. All’interno sarà presente un contenitore dove i clienti tradizionali potranno inserire del pane acquistato per chi non può permetterselo. Chi si trova in situazione di difficoltà a sua volta entrando nei negozi aderenti avrà la possibilità di portare a casa il pane. Il tutto trova ispirazione dal “caffè sospeso”, tradizione nata nei bar napoletani. A tirare fuori l’idea l’associazione Viterbo Civica, abbiamo intervistato il presidente Lucio Matteucci.
Come nasce questo progetto?
“Semplicissimo, una nostra associata di origini napoletane ci ha raccontato di questa tradizione del caffè sospeso e del fatto che proprio a Napoli si stava diffondendo questo schema solidale anche al pane. Insieme abbiamo cullato l’idea di replicare anche a Viterbo e ora ci siamo riusciti, dopo due anni”.
C’è voluto un sacco di tempo, quali sono stati gli ostacoli?
“Nessuno in particolare, diciamo che ha giocato il ruolo di freno il rapporto tra Viterbo Civica e il Comune di Viterbo. Importante, per lanciare questo tipo di iniziative, l’appoggio dell’amministrazione e fino a oggi la nostra associazione non ha avuto particolari aperture e possibilità di dialogo con l’amministrazione Michelini. I rapporti erano tornati buoni con l’assessorato ad Andrea Vannini, poi è successo quello che tutti sanno. Oggi abbiamo trovato possibilità di dialogo con l’assessore Sonia Perà e coltiviamo la collaborazione partendo da questo progetto che ci ha da subito affascinato”.
Ma il Comune in che modo partecipa? Ha stanziato dei fondi appositi a sostegno?
“No, non ce n’è bisogno. Il Comune ha dato il suo patrocinio che però è importante perché qualifica l’operazione e mette garanzie per i cittadini che vorranno dare qualcosa a chi se la sta passando male”.
Ma non c’è il rischio che nessuno vada a prendere il pane sospeso per imbarazzo?
“Sarà fatto tutto con grande discrezione. Chi ha bisogno di questo aiuto si recherà nei negozi, prenderà il pane e andrà alla cassa. Il commesso prenderà lo scontrino lasciato da chi ha offerto il pane e sembrerà tutto come consuetudine. Gli altri clienti non si accorgeranno neanche di chi prende il pane sospeso”.
Solo undici panifici hanno aderito, gli altri cosa vi hanno detto?
“Hanno aderito tutti quelli a cui ci siamo rivolti. Nei prossimi giorni andremo dagli altri, vedrete che tutti i forni e negozi che vendono pane della città aderiranno”.
Si parla di un’estensione anche alle pasticcerie?
“Esatto, è questo un nuovo step che ci siamo dati come obiettivo”.


















